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Economia

Non solo decommissioning: dal Parlamento nuovi compiti per Sogin

Ok al decreto Infrastrutture: come si ampliano le attività della società. La carica di Artizzu

di Cristiana Flaminio -


Nuovi compiti dal Parlamento per Sogin. Un piccolo passo verso il ritorno del nucleare. Che passa, naturalmente, anche dal decommissioning. Nuove responsabilità in arrivo, dunque, per Sogin. Con l’approvazione definitiva da parte del Senato del decreto Infrastrutture, per la società partecipata specializzata nella gestione dei siti nucleari, arriva la conferma dell’affidamento delle attività di trattamento, condizionamento e smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dalla disattivazione del reattore nucleare Rts-1 Galileo Galilei, della Marina militare presso il Cisam, il Centro Interforze di studi per le applicazioni militari, che si trova a Pisa. Inoltre è stato affidato proprio ai tecnici e al personale Sogin il compito di mettere in pratica tutte le operazioni utili al rimpatrio negli Stati Uniti d’America delle materie nucleari fissili speciali che si trovano nel Convertitore Euracos (acronimo che sta per Enriched uranium converter source) dell’Università di Pavia.

Sogin e il riconoscimento del Parlamento

Per Sogin, quello che arriva dal Parlamento, è un riconoscimento importante. Professionale, innanzitutto. E poi strategico. L’amministratore delegato Gian Luca Artizzu, in una nota, sente il peso e la responsabilità del compito affidato dal Parlamento alla sua azienda. “Siamo particolarmente soddisfatti per il voto del Parlamento – ha detto Artizzu -, perché conferma la fiducia già espressa dal governo nei confronti della nostra società e la rafforza ulteriormente, ampliando ulteriormente il perimetro delle attività che ci vengono affidate nel settore nucleare”. Ma non è tutto.

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Il nodo Euracos e i buoni rapporti con gli Usa

“L’inserimento delle attività relative al Convertitore Euracos dell’Università di Pavia costituisce un importante riconoscimento delle competenze sviluppate da Sogin e consente di risolvere una questione che, nell’ambito degli obblighi derivanti dai trattati di non proliferazione sottoscritti dall’Italia, era ferma dal 2012”. Euracos, poi, rappresenterà pure l’occasione per rinsaldare i rapporti con gli americani: “Questa decisione- ha concluso Artizzu- consolida, inoltre, le eccellenti relazioni tra Sogin e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, con il quale abbiamo lavorato negli anni per individuare le soluzioni tecnologiche più avanzate per il rimpatrio delle materie nucleari fissili speciali del Convertitore Euracos”.

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Il Copasir e il viaggio italiano del nucleare

Sogin è centrale, ed è ciò che conferma il Parlamento, nel processo che riporterà l’Italia all’energia nucleare a scopi civili. Un obiettivo, questo, che si fa sempre più ineludibile. Un’urgenza, quella che riguarda l’approvvigionamento energetico, su cui è arrivata pure l’analisi del Copasir. Secondo cui, se si vuole puntare alla sicurezza energetica, non si può più prescindere dalla “necessità, alla luce della attuale congiuntura geopolitica internazionale, di adottare un nuovo modello di sviluppo dei sistemi energetici, maggiormente sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e dell’interdipendenza energetica”.


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