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Editoriale

Altro che D-Day. Il doppio fallimento di Donald Trump

di Adolfo Spezzaferro -


Evocare il D-Day la dice lunga su quanto le ultime trumpate siano sempre più sproporzionate rispetto alla realtà dei fatti: il presidente Usa, a corto di missili per attaccare l’Iran, promette di strozzarlo economicamente (ma il costo più alto lo pagheremo noi, vedasi il prezzo della benzina).

Intanto però possiamo dire che il conflitto con Teheran e la gestione della crisi di Gaza mostrano il fallimento della politica di Trump in Medioriente. Ha attaccato (su pressione di Israele) l’Iran e ora ci ritroviamo con il blocco dello stretto di Hormuz e con Teheran che detta le condizioni per la sua riapertura. L’alleato israeliano peraltro è la causa anche dell’altra grande impasse in cui il Potus si è cacciato. Infatti Netanyahu – mentre i suoi ministri costruiscono le forche per i palestinesi – si è opposto all’accordo che prevede il ritiro dell’esercito israeliano da quasi il 70 per cento della Striscia di Gaza (chiedendo che prima ci sia il disarmo totale di Hamas), bloccando così il piano di ricostruzione strombazzato in pompa magna da The Donald. Guadagni mancati di cui dovrà rendere conto.

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