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Cronaca

Via all’interrogatorio in carcere per i presunti esecutori materiali dell’attentato a Ranucci

Il legale del gruppo dei campani: "Non sussiste l'aggravante mafiosa"

di Martino Tursi -


È iniziato a Rebibbia l’interrogatorio a carico dei presunti esecutori materiali dell’attentato alla villa del giornalista Sigfrido Ranucci. Si tratta del gruppo dei “campani” che secondo le accuse sarebbe stato assoldato dall’imprenditore ed ex editore Valter Lavitola perché venisse inscenato un agguato ai danni del conduttore di Report. Una vicenda che sta monopolizzando il dibattito politico di questi ultimi giorni d’agosto e che divide l’Italia.

Via all’interrogatorio degli esecutori materiali dell’attentato a Ranucci

La versione dei presunti esecutori materiali dell’attentato a Ranucci hanno iniziato a sfilare di fronte ai magistrati. Il loro legale Generoso Pagliarulo ha parlato coi giornalisti prima di entrare nel carcere di Rebibbia dove si trovano, al regime della custodia cautelare in carcere, tre dei quattro indagati per la bomba alla villa del giornalista. La versione degli indagati sarà utile, secondo l’avvocato, a fare piena luce attorno alla vicenda e ai punti ancora oscuri su cui si incista il ferocissimo dibattito pubblico che si è scatenato sulla questione.

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“Non c’è l’aggravante mafiosa”

Il primo tema che sarà sollevato dai legali dei presunti esecutori materiali dell’attentato alla villa di Ranucci riguarda la circostanza aggravante del metodo mafioso. Per l’avvocato Pagliarulo non sussiste. “Sicuramente daranno la loro versione dei fatti e a fronte di questo noi riteniamo che non ci sia l’aggravante mafiosa, ma che già da tempo sia caduta”, ha riferito il difensore. Che ha aggiunto: “Ritengo che la deposizione sarà un contributo decisivo ai fini della valutazione da parte dei magistrati. La contestazione li vede indagati per strage, detenzione di esplosivo e danneggiamenti e i nostri assistiti chiariranno qual era la loro posizione e i confini del mandato”.


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