Report: gli inviati si arroccano, l’enclave si sgretola
La redazione si è spaccata e un documento di sostegno al conduttore è clamorosamente sfumato
Mentre viale Mazzini stringe ormai il cerchio sul “dopo Ranucci”, una parte della redazione di Report si arrocca in una enclave.
Report, la redazione si spacca
Ma l’unanimità è un miraggio: mercoledì la redazione si era spaccata e un documento di sostegno al conduttore era clamorosamente sfumato.
Poi è arrivata la lettera degli inviati: barricate alzate contro conduttori esterni o “normalizzatori”, ma con un’omissione che pesa come un macigno.
Nessun esplicito sostegno a Ranucci
Quasi un tradimento felpato, notato dai fedelissimi del conduttore, che svela il vero obiettivo: salvare il “fortino” e preparare una successione interna a rotazione.
Con nomi caldi come Innocenzi, Mottola o Valesini, lasciando il frontman solo al suo destino aziendale.
Le novità da Rebibbia
Nel frattempo, un altro baricentro della vicenda nel carcere di Rebibbia, dove sono sfilati davanti ai magistrati Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, due dei quattro presunti esecutori materiali campani dell’attentato contro la villa di Ranucci.
Qui la difesa guidata dall’avvocato Generoso Pagliarulo ha messo in atto un evidente gioco al ribasso: far cadere l’aggravante mafiosa, ridimensionare i confini del mandato, evitare gravi condanne per una bomba che, nei piani, avrebbe dovuto fare solo rumore.
Un altro rumore
Sullo sfondo, ancora ad alimentare la congettura più surreale: l’attentato ideato da Valter Lavitola – con il proposito di voler far aumentare la scorta al giornalista amico – come trappola perfetta per esautorare Ranucci dal programma.
Una macchinazione diabolica – viene raccontato senza alcuna prova -, per offrire su un piatto d’argento ai vertici Rai il pretesto etico-reputazionale per allontanare il conduttore.
Il vittimismo di Ranucci
In questa commedia dell’assurdo, Sigfrido Ranucci continua a recitare sul filo del vittimismo professionale. Con il suo libro in mano e le date estive del tour, il conduttore si dice pronto a ripartire a novembre, ma intanto i legali della Rai studiano ruoli equivalenti per evitare contenziosi davanti al giudice del lavoro.
Una rimozione, affiancata dal ricollocamento altrove, che profuma già di carte bollate. Il nuovo capitolo di un epilogo che forse oltrepasserà anche la fine di agosto. Ma ieri la notizia era quella della parte di una redazione di Report che si sente assediata, convinta che fuori dalle sue mura non esista salvezza.
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