Asse Ottawa-Washington al bivio: l’8 settembre scatta la guerra dei dazi tra Canada e USA
Dopo la rottura dei negoziati, il premier Carney lancia la ritorsione da 20 miliardi contro Washington
DALLA NOSTRA INVIATA
A partire dall’8 settembre, il governo canadese applicherà una massiccia ritorsione tariffaria contro gli Stati Uniti, introducendo dazi doganali dal 15% al 50% su oltre 700 prodotti americani, per un controvalore complessivo di 20 miliardi di dollari (27,6 miliardi di dollari canadesi).
La strategia del Canada
La strategia del Premier canadese, Mark Carney, segna una svolta storica: per la prima volta, il leader di una nazione strettamente alleata risponde alle politiche protezionistiche di Donald Trump non cercando il compromesso, ma adottando una linea di scontro speculare. Le trattative bilaterali si sono interrotte dopo che il Premier Mark Carney ha respinto le condizioni di Washington, bollate come “ingiuste e antieconomiche”.
La decisione di imporre i dazi
A innescare il blocco è stata la decisione degli USA di imporre dazi del 50% sui beni canadesi, unita alla successiva minaccia di Donald Trump di colpire anche il settore auto dal 2027.
Per tutta risposta, il ministro delle Finanze François-Philippe Champagne ha varato una strategia “dollaro per dollaro”: dall’8 settembre scatteranno contromisure simmetrici su alluminio, acciai speciali, grandi elettrodomestici e su pilastri dell’export agricolo americano come latticini, cellulosa e pesce congelato.
Per proteggere l’economia interna dallo shock di ritorno, Ottawa ha contemporaneamente stanziato un maxi-piano di aiuti da 5,4 miliardi di dollari canadesi (circa 4,6 miliardi di euro). Questi fondi serviranno a iniettare liquidità nelle imprese colpite dalle tariffe statunitensi e a potenziare i sussidi di disoccupazione per i lavoratori dei comparti canadesi del cemento e dell’edilizia, messi a dura prova dalle barriere doganali americane.
La replica di Trump
Non si è fatta attendere la replica del capo della Casa Bianca. Attraverso il proprio profilo sul social network Truth, Donald Trump ha sferrato un duro attacco contro Ottawa, sostenendo che il Canada abbia tratto un indebito vantaggio commerciale dai rapporti con gli Stati Uniti nell’ultimo decennio. Il presidente americano ha quindi difeso la legittimità dei dazi applicati a cemento e attrezzature sportive, descrivendoli come provvedimenti non negoziabili a tutela della sicurezza nazionale.
L’aumento dei costi doganali si rifletterà direttamente sui prezzi al consumo sia per i cittadini americani che per quelli canadesi. E il Canada potrebbe decidere di stringere legami ancora più stretti con l’Europa e l’Asia per diversificare le proprie esportazioni. Senza un ripensamento dell’ultimo minuto da parte di Washington o un ammorbidimento della linea protezionistica di Ottawa, l’effetto immediato sarà un’impennata dell’inflazione domestica che colpirà la spesa quotidiana delle famiglie.
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