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Cronaca

Torino, scarcerato dopo abusi su una tredicenne: bufera sulla decisione del gip. La procura annuncia il ricorso

di Giuseppe Ariola -


Ancora una volta una decisione della magistratura trasforma un grave fatto di cronaca in un caso politico. A Torino, un uomo di 42 anni accusato di abusi su una ragazzina tredicenne è stato scarcerato a circa 48 ore dall’arresto. Una scarcerazione che ha provocato reazioni durissime, fino all’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordio di inviare gli ispettori. E la vicenda ha finito inevitabilemnte per alimentare nuovamente il confronto sui confini tra autonomia della magistratura, sicurezza e intervento della politica.

Cosa è successo a Torino

Gli abusi sarebbero avvenuti all’interno di un minimarket di Torino. L’uomo, originario del Bangladesh, è accusato di aver molestato la tredicenne, che ha raccontato quanto accaduto alla madre con la quale ha poi sporto denuncia. Dopo di che è scattato l’arresto del 42enne, anche alla luce di quanto emerso dalle registrazioni delle telecamere di sicurezza. Oltre alla 13enne, infatti, anche un’altra donna è stata ripetutamente palpeggiata dall’uomo mentre si aggirava tra gli scaffali del minimarket. Ciò nonostante, il gip non ha convalidato il fermo e, rigettando le richiesta della procura che ha chiesto la custodia cautelare in carcere, ha disposto la scarcerazione, imponendo il solo obbligo di firma. Tra gli elementi presi in considerazione dal giudice ci sarebbero l’incensuratezza dell’indagato, il comportamento collaborativo tenuto nell’immediatezza dei fatti e l’assenza di esigenze cautelari tali da giustificare la permanenza in carcere.

Meloni contro la scarcerazione: “Chi lo spiega alla famiglia?”

Una decisione che ha provocato dure reazioni politiche. Giorgia Meloni ha espresso solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia, contestando apertamente gli effetti della scarcerazione. La premier ha sottolineato come il governo abbia inasprito le norme e come le forze dell’ordine abbiano svolto il proprio lavoro. Poi ha posto una domanda: chi spiega alla famiglia della tredicenne e al quartiere che l’uomo accusato è nuovamente libero?

Nordio manda gli ispettori a Torino e la procura verso il ricorso contro la scarcerazione

Dopo l’accaduto, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto l’invio degli ispettori a Torino per acquisire gli atti e svolgere le valutazioni di competenza. Nordio ha precisato che la decisione del gip rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Proprio per l’eccezionalità della vicenda e per l’allarme sociale provocato dal caso, però, il Guardasigilli ha deciso di avviare gli accertamenti. L’ispezione non equivale a una censura del provvedimento giudiziario, ma punta a verificare gli elementi relativi alla gestione del procedimento e l’eventuale presenza di profili di competenza ministeriale. Nel frattempo la Procura di Torino, che aveva chiesto una misura cautelare più severa, ha annunciato la decisione di presentare ricorso al tribunale del Riesame contro la decisione del gip.

L’uomo scarcerato dopo i presunti abusi su una tredicenne a Torino e il nodo delle misure cautelari

La decisione di Nordio, nel frattempo, infiamma la polemica politica. Perché sebbene la scarcerazione non sia un’assoluzione e non inidica che il fatto contestato sia stato ritenuto irrilevante, la decisione solleva forti dubbi. Anche sulla sussistenza dei presupposti necessari per mantenere una persona in custodia cautelare durante le indagini. E non si tratta solo di tecnicismi difficili da spiegare all’opinione pubblica quando al centro della vicenda c’è una vittima di appena tredici anni. Il fatto che, a quanto pare, le vittime delle violenze siano due a distanza di poco tempo, apre a dubbi sull’eventualità che l’indagato possa ripetere su altre donne gli stessi abusi. Tanto più in un contesto in cui la domanda di sicurezza, soprattutto davanti a un’accusa tanto grave e a una vittima minorenne, diventa inevitabilmente fortissima.


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