Poste Tim, tutti pazzi per l’Opas che fa volare le azioni in Borsa
Poste alza l'offerta e azzera lo sconto, i titoli Tim schizzano del 3% a Milano
Più che un’Opas è un matrimonio e tra Tim e Poste. E come ogni matrimonio che si rispetti, quando si trova la quadra sulla “dote”, non resta altro che aprire la bottiglia buona e iniziare a distribuire confetti e tarallini. Poste ha deciso di ritoccare l’offerta aumentando la quota cash: trenta centesimi in più per ogni azione che sarà portata alle nozze. Un bell’investimento che ha finito per convincere praticamente tutti. A cominciare dai manager di Tim, con in testa l’amministratore delegato Pietro Labriola, che hanno deciso non solo di aderire all’Opas ma pure di farlo sapere al pubblico e, soprattutto, ai mercati.
Poste-Tim: l’Opas si sblocca
I dettagli saranno anche noiosi, per carità, ma sono importanti. “In caso di adesione totalitaria all’offerta, ovverosia nel caso in cui tutte le massime 1.706.361.829 azioni oggetto dell’offerta siano portate in adesione, il controvalore monetario implicito complessivo dell’Offerta sarebbe pari a 11.345.126.354 euro, comprensivo appunto della componente aggiuntiva in denaro”. Siamo, suppergiù, sui costi (balla qualche miliardino in meno) del Ponte sullo Stretto di Messina. Ma le cose si vanno in grande. Perché è un’occasione storica.
Tim torna pubblica
Poste è una società partecipata, Tim lo diventerà. Diciamola un po’ meglio: la società di Tlc, simbolo di una stagione (passata) di privatizzazioni, tornerà di proprietà pubblica. È qualcosa di simbolico. Certo. Ma gli analisti, ai mercati, interessa altro. Le azioni di Tim hanno registrato un balzo del 3% e il titolo è destinato a salire ancora. Segna un ritorno positivo nelle quotazioni anche Poste che guadagna lo 0,6 per cento. Un segnale che ai mercati l’Opas piace. Eccome. Specialmente adesso che Del Fante ha deciso di fare sul serio e di portare l’ultima, e decisiva, mossa.
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