Emergenza sangue: l’allarme estivo è nazionale
L’Italia soffre di una carenza cronica soprattutto di plasmaderivati – farmaci salvavita essenziali – e di un progressivo calo dei donatori nella fascia d'età tra i 18 e i 25 anni
Con l’arrivo dei mesi più caldi e le partenze per le vacanze, l’Italia si ritrova ad affrontare una ciclica e preoccupante emergenza sangue negli ospedali. L’allerta, tradizionalmente riassunta nel monito «senza sangue non si opera», è risuonata quest’anno con particolare vigore in tutta la penisola.
Emergenza sangue negli ospedali: perché?
L’attenzione principale, attirata dai grandi ospedali di Roma, con appelli urgenti lanciati dal Policlinico Umberto I, dal Policlinico Gemelli e dalla Croce Rossa di Roma Capitale.
I dati del Centro Nazionale Sangue svelano una realtà più estesa: si tratta di un’emergenza diffusa su tutto il territorio nazionale.
Il caldo anomalo
Il meteo estremo e le partenze estive causano ogni anno una drastica riduzione delle donazioni ad agosto. Ciò, a fronte di un fabbisogno di sacche che rimane invariato per garantire interventi chirurgici, terapie e gestioni d’emergenza. In particolare, in questo periodo scarseggiano i gruppi 0 positivo (0+) e 0 negativo (0-).
Tuttavia, il sistema italiano si basa sulla solidarietà e sulla compensazione regionale coordinata dal Cns.
La mobilitazione
Le regioni del Nord, storicamente più virtuose nella raccolta (come Veneto, Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia), si mobilitano per supportare i territori in costante deficit.
Tra questi spiccano Lazio, Campania, Sicilia e la Sardegna. Quest’ultima caratterizzata da un fabbisogno cronico per l’alto numero di pazienti talassemici.
Quest’anno, la rete di compensazione ha retto all’80%. Ha scongiurato un blocco totale delle attività chirurgiche programmate, ma evidenziato comunque la strutturale fragilità del sistema nazionale.
Per contrastare l’allarme, sono in corso diverse mobilitazioni straordinarie. Tra queste, la giornata speciale di raccolta organizzata giovedì 10 settembre a Roma, in Piazza Mastai.
Una carenza cronica
Ma l’emergenza estiva riaccende anche un dibattito strutturale. Secondo il Cns, l’Italia soffre di una carenza cronica soprattutto di plasmaderivati – farmaci salvavita essenziali – e di un progressivo calo dei donatori nella fascia d’età tra i 18 e i 25 anni.
La vera sfida sarà dunque trasformare la donazione da «gesto eroico» estemporaneo a elemento di cultura quotidiana e civica, partendo fin dalle scuole per educare i più giovani.
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