L’ucraina è la guerra dell’Europa contro gli europei
Ci si lamenta, ci si straccia le vesti e si grida al pericolo democratico ogni volta che partiti come l’AfD sbancano le urne in Germania, ogni volta che a sinistra si leva una voce legittima e stanca contro una guerra che agli americani non interessa più, o quando figure come Vannacci intercettano il consenso popolare.
L’Europa e le elezioni in Sassonia
Ma la verità è che non ci si dovrebbe stupire di nulla, se non della colossale, sfacciata e criminale ipocrisia della classe dirigente che governa questa Unione Europea. A partire da una figura politicamente misera come Ursula von der Leyen. Rappresentante per eccellenza non dell’ignoranza di chi non ha cultura ma, peggio, quella di chi sceglie scientemente di voltarsi dall’altra parte, ignorando la realtà pur di portare avanti il proprio disegno.
Le elezioni in Sassonia, bollate dalle solite prefiche come il capriccio di quattro bifolchi manipolati dalla propaganda russa; sono in realtà il segnale locale, profondo e destinato a espandersi, di un malcontento che attraversa l’intero continente. Lo scatto dignità di quel popolo che vuole ancora essere sovrano.
Come lucidamente racconta Marco Travaglio in un editoriale coraggioso sul Fatto Quotidiano, ricordando la celebre lezione di Giorgio Bocca secondo cui il vero giornalista è colui che ha il coraggio di dire la verità; l’Europa sta consumando un vero e proprio suicidio perfetto. Lo ha ammesso persino un ministro di governo a Cernobbio come Giancarlo Giorgetti, fotografando il disastro.
L’Italia e l’Europa intera pagano due guerre a prezzo altissimo, avendo rinunciato al gas russo a buon prezzo per comprarlo da altri a costi folli, subendo la distruzione delle raffinerie russe che fa impazzire il prezzo del gasolio e dirottando oltre 220 miliardi su Kiev, più della nostra intera quota di Pnrr, sottratti a salari, sanità, scuola e famiglie. Voglio vedere con che coraggio lo si andrà a spiegare agli italiani. Lo si può fare solo se nessuno schieramento propone l’alternativa. Se tutti dicono con chi ebbe fino alla fine. Purtroppo per qualcuno il fronte dell’unitarietà si è rotto.
I sondaggi e la guerra in Ucraina
Sondaggi alla mano, istituti di ricerca e la vita reale dei cittadini parlano chiaro. La stragrande maggioranza degli europei vuole che questa guerra in Ucraina finisca immediatamente. Non è un conflitto che ci appartiene, è una carneficina alimentata ad arte che serve solo agli interessi di una certa industria pesante tedesca e al business miliardario degli armamenti, scaricando un conto catastrofico su nazioni come l’Italia.
Eppure, la nomenclatura europea fa finta di nulla. Invece di guardarsi allo specchio per capire perché i cittadini li detestano, continuano a insultare i populisti, i sovranisti, i putiniani, rispondendo al dissenso con la censura, la repressione e l’accelerazione su un riarmo folle.
Continuare a ignorare la volontà popolare su una guerra che nessuno vuole più non è soltanto miopia politica. Si tratta di un atto criminale degli europei contro gli europei stessi.
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