Chi ha paura dell’intelligenza artificiale?
Il monito di Meloni che cita Papa Leone: "Uomo sia al centro". Italia in orbita con la space economy: per l'Ocse vale otto miliardi
Certo che, se continua così, c’è davvero da aver paura dell’intelligenza artificiale. L’ennesimo ricercatore impegnato sul fronte dell’Ai ha deciso di lasciare il lavoro. Ha scelto di farlo in maniera roboante, rivolgendo un appello ai colleghi: lasciate perdere. Jacob Coxon, 27enne di nazionalità britannica, ha detto a chiare lettere che da qui “alla fine del decennio” la nuova tecnologia potrebbe “ucciderci tutti”. Lui l’ha scritto su X, il Wall Street Journal l’ha pubblicato sulle sue pagine. Ha chiesto agli altri ricercatori di fare un passo indietro. Seguendo il suo esempio, che ha lasciato un posto ben retribuito in Anthropic.
Chi ha paura dell’intelligenza artificiale?
Che, peraltro, rappresenterebbe la più etica (a testimoniarlo gli scontri con il Pentagono per l’uso delle sue tecnologie in chiave militare e securitaria) delle società coinvolte, su scala globale, nella corsa all’Ai. Ma non c’è Apocalisse senza il Drago. Anzi, il Dragone. E così, dalla Cina, arriva un’altra notizia che non fa meno paura delle profezie di mister Coxon. Almeno alla Silicon Valley e a Washington. DeepSeek, infatti, starebbe pensando a quotarsi in borsa. Da qui a un anno. Considerata la massa di miliardi che gira attorno al comparto, c’è solo da immaginare cosa potrebbe (ancora) accadere nei mercati finanziari di tutto il mondo.
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L’approccio (pragmatico) di Meloni e la citazione di Papa Leone
Insomma, l’Ai fa paura. Ed è dunque naturale che la politica ne parli, che le istituzioni lancino moniti e dichiarino, chiaramente, ai cittadini cosa intendano fare della nuova tecnologia. La premier Giorgia Meloni lo ha fatto in un videomessaggio che è stato trasmesso alla trasmissione di Forum su Canale5. “Noi ci troviamo a un bivio: scegliere tra un’innovazione che rimane al servizio dell’uomo e rischiare un’innovazione che finisce per condizionarlo, questo governo ha scelto la prima strada, uno sviluppo dell’Ia che mantenga al centro la persona, i suoi diritti, la sua dignità. Quindi svilupparla ma mettere in sicurezza la centralità dell’uomo”, ha detto. Citando, nemmeno troppo in tralice, l’insegnamento e l’enciclica di Papa Leone XIV che proprio all’umanità, anzi alla Magnifica Humanitas, si intitola. L’obiettivo, per la premier, è chiaro: bisogna evitare “le pesanti conseguenze che si rischiano sul mercato del lavoro, perché questa rivoluzione a differenza di tutte le altre sostituisce l’uomo non nel lavoro fisico, ma nell’intelletto e rischia di spazzare via decine di milioni di posti di lavoro, concentrando sempre di più la ricchezza in poche mani”. E questa intelligenza artificiale “usata” così fa davvero paura.
Intanto l’Italia vola in orbita con la space economy
A proposito di tech, però, una buona notizia per il nostro Paese arriva dall’Ocse. Secondo cui l’Italia è una potenza di caratura globale nella space economy. Il comparto, stando all’analisi dell’organizzazione, vale da solo ben otto miliardi di euro di cui ben due solo in termini di valore aggiunto. E questi son dati che si riferiscono al 2021. Dopo cinque anni di investimenti e di lavoro, il settore che allora comprendeva 350 aziende (dalle grandi agli incubatori di startup) è sicuramente cresciuto. E lo farà ancora dal momento che ieri, a Parigi, nell’ambito dell’International Space Summit, il ministro Urso ha annunciato la sottoscrizione di un accordo di collaborazione con la Francia proprio sul fronte dello spazio.
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