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Il “Trump Dividend”: cinquemila dollari per il tuo voto!

di Cinzia Rolli -


Il presidente Donald Trump Trump ha parlato mercoledì per la prima volta alla convention di midterm del partito repubblicano vantandosi di un’enorme successo economico ottenuto dal Paese  sotto la sua guida.

Con l’obiettivo di portare a compimento le riforme avviate dalla sua amministrazione, il Tycoon ha lanciato una clamorosa promessa elettorale: un bonus di 5.000 dollari a ogni cittadino americano adulto, a condizione che il Partito Repubblicano riesca a conquistare la maggioranza sia alla Camera dei Rappresentanti sia al Senato nelle prossime elezioni del 3 novembre.

“Ci sono così tanti soldi che solo io posso farvi questa promessa. Ed ecco la mia promessa: se i Repubblicani vinceranno la Camera dei Rappresentanti e il Senato degli Stati Uniti , entrambi, grazie al nostro successo economico, un enorme successo economico che non ha precedenti nella storia rispetto a quello che sta accadendo… grazie alla nostra straordinaria forza e al nostro successo economico, emetterò un dividendo per ogni cittadino adulto degli Stati Uniti d’America da 5.000 dollari. Se i Repubblicani vincono, voi vincete con noi e ottenete 5.000 dollari. Si chiamerà il ‘dividendo Trump’, congratulazioni”.

Il Presidente ha espressamente paragonato l’operazione alla distribuzione di dividendi in contanti che una grande società privata fa ai propri azionisti. Ma non vi è alcuna certezza che i conservatori fiscali darebbero il via libera al piano, anche se il partito dovesse conquistare sia la Camera che il Senato.

La dinamica rievoca lo scontro politico avvenuto durante la pandemia di COVID-19.

Nel 2020, l’allora leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell, frenò la richiesta di Trump di inviare assegni di stimolo economico da 2.000 dollari, imponendo un tetto massimo di 600 dollari per timore dell’inflazione.

Successivamente, l’amministrazione di Joe Biden sbloccò i restanti 1.400 dollari. Gli economisti conservatori e i critici sostennero all’epoca che quella iniezione di liquidità fu tra le cause primarie della crisi inflazionistica, culminata nel picco storico del 9,1% registrato a giugno 2022.

Altri pagamenti proposti da Trump sono stati bloccati sul nascere in passato, inclusi quelli previsti lo scorso anno per un dividendo DOGE che distribuisse ai cittadini i risparmi ottenuti dal taglio dei costi della burocrazia federale.

L’agenda politica presentata a Dallas dal presidente Trump presenta importanti fattori economici chiave.

Sul fronte economico e dei consumi, il programma prevede da un lato il taglio delle commissioni sulle carte di credito e l’abolizione delle fatture mediche “a sorpresa” che gravano sui pazienti quando ricevono cure impreviste da medici o strutture fuori dalla copertura assicurativa; dall’altro la stabilizzazione degli sgravi fiscali permanenti su straordinari e previdenza sociale, sostenuti da un massiccio incremento della produzione energetica interna.

Per quanto riguarda la sicurezza e la giustizia, Trump propone tolleranza zero: vuole cancellare la cauzione senza contanti a livello statale e introdurre la pena di morte per i grandi trafficanti di droga. Infine il piano si completa con una stretta istituzionale che prevede regole federali rigide sull’identificazione degli elettori e l’approvazione di leggi speciali per la blindatura permanente dei confini, impedendo così a qualsiasi futura amministrazione di ripristinare le politiche migratorie più permissive dell’era Biden.

“Trump Dividend”

Il vostro voto stabilirà se il nostro Paese inciamperà proprio sulla soglia dei suoi prossimi 250 anni di storia, oppure se marcerà in avanti verso il futuro, senza voltarsi mai più indietro”.

Il Presidente americano ha poi aggiunto anche: Abbiamo persino pensato di ribattezzare il New Mexico in “New America” e di rinominare lo Stretto di Hormuz con il mio nome. Votate repubblicano e ci lasceremo il mondo alle spalle per le generazioni a venire. Se invece consegneremo il futuro dell’America ai democratici della sinistra radicale, la nostra nazione passerà il prossimo decennio a tentare di rimettersi in piedi. Vi sto chiedendo di fingere che io sia sulla scheda elettorale solo un’ultima volta: perché se perdiamo, perderete il vostro confine, perderete i tagli fiscali, perderete la vostra sicurezza e la vostra protezione, e perderete la vostra ricchezza.”

Secondo Donald Trump, inoltre, l’ostruzionismo e il prolungamento delle ostilità militari da parte di Teheran nascondono una precisa strategia di interferenza elettorale. Il leader repubblicano accusa apertamente il regime iraniano di alimentare il conflitto con l’unico scopo di penalizzare i conservatori alle urne; l’obiettivo dell’Iran sarebbe quello di favorire l’ascesa dei Democratici, da lui liquidati come “stupidi e deboli”, per poter negoziare un accordo sul nucleare molto più permissivo e riprendere indisturbati la corsa verso l’arma atomica.

L’inquilino della Casa Bianca ha poi annunciato l’intenzione di fare campagna elettorale in tutti gli Stati chiave in cui si giocano i seggi più contesi per la Camera e il Senato, concentrando i suoi sforzi specialmente nelle 35 sfide più accese.

L’obiettivo dichiarato dal Presidente è difendere la propria agenda politica e “dissipare la folle e malata nuvola del comunismo” che, a suo dire, incombe sul Paese.

Il discorso di Trump si è tenuto dopo oltre cinque ore di interventi di apertura realizzati dai suoi segretari di gabinetto e dai candidati emergenti del Congresso.

Uno dei momenti politicamente più clamorosi della convention è stato il videomessaggio a sorpresa di John Fetterman, senatore democratico della Pennsylvania. Il suo intervento ha scosso profondamente l’elettorato progressista, alimentando immediate speculazioni su un suo imminente cambio di casacca politica: “Si, sono un democratico. Ma se oggi sono qui a parlarvi è perché mi considero un democratico del buonsenso. Difenderò sempre la nostra nazione e rifiuterò categoricamente ogni forma di estremismo, il socialismo e quello stile di vita profondamente anti-americano. Dave McCormick è il tipo di senatore che sa come ottenere risultati concreti e che si batterà fino in fondo per la Pennsylvania: sono fiero di averlo come amico. Lavoreremo fianco a fianco, e collaboreremo con il presidente Trump, per difendere il futuro dell’industria siderurgica qui nella Steel Valley.

Per surriscaldare l’ambiente ed evidenziare i legami dei progressisti con l’ala più radicale, sul maxischermo dell’arena è stato proiettato un selfie provocatorio del noto e controverso commentatore politico di sinistra e attivista anti-Israele Hasan Piker.

Pochi minuti prima dell’ingresso sul palco di Trump, invece, è intervenuto dal vivo il lottatore della UFC Justin Gaethje. Gaethje ha rievocato lo storico incontro di lotta libera svoltosi il 14 giugno sul prato della Casa Bianca.

Sul palco è salito anche il dottor Mehmet Oz, attuale responsabile dei programmi di assistenza sanitaria federale Medicare e Medicaid. Nel corso del suo intervento, Oz ha rimarcato l’impegno profuso dall’amministrazione Trump per abbattere i costi dei medicinali da prescrizione. Concentrandosi poi sul successo dei percorsi terapeutici contro l’obesità, ha fatto sorridere la platea con una battuta: “Guardandovi, molti di voi ormai sembrano delle gazzelle”, celebrando così la storica decisione del governo di estendere la copertura sanitaria pubblica ai popolarissimi farmaci dimagranti GLP.

Al convegno ha parlato anche Il Segretario al Tesoro Scott Bessent, il quale ha rivendicato con orgoglio la forte crescita dei posti di lavoro nel settore privato e il clamoroso successo dei “Trump Accounts”, i fondi di investimento statali per i neonati.

Durante l’evento è stata riservata una vetrina di assoluto primo piano anche a Lester Gijón, ex giocatore della NFL degli Arizona Cardinals e candidato alla Camera in Arizona, e a Mike Barrett, veterano militare in corsa per un seggio in Michigan.

Tom Emmer (il cui ruolo è di House Majority Whip, ovvero il coordinatore dei voti della maggioranza repubblicana alla Camera), ha dichiarato che l’elezione di novembre è “Un’elezione che si gioca tra il buonsenso e il comunismo. Una scelta tra patrioti che amano l’America ed estremisti che la odiano. Tra la libertà e la tirannia”.

Ad aprire gli interventi sul palco, invece, è stata una coppia di fratelli di origine messicano-americana in corsa per il Congresso in Texas.

Dopo il suo lungo discorso, la leadership di Trump sul Partito Repubblicano resta assoluta. Chiedendo ai suoi sostenitori di votare a novembre “come se fossi io sulla scheda”, il Presidente trasforma le elezioni di metà mandato in un referendum sulla sua figura.

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