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Saluti romani e maglie nazi, 16 Daspo per gli ultras giallorossi

Gravi episodi di apologia del nazismo allo Stadio Olimpico, identificati e sanzionati sedici ultras della Curva Sud.

di Marzio Amoroso -


Sedici ultras della Roma sono stati colpiti da Daspo. Si erano presentati in Curva Sud con magliette inneggianti al nazismo e aver esibito saluti romani prima della partita contro l’Atalanta. Le indagini della Digos e del Commissariato di Prati hanno ricostruito una scena inquietante. Cori fascisti e simboli vietati che hanno portato il Questore di Roma a firmare provvedimenti durissimi.

Magliette “über alles” e saluti romani

Gli ultras, di età compresa tra i 19 e i 42 anni, sono entrati allo stadio indossando magliette con la scritta “über alles”. Espressione storicamente associata alla propaganda nazista. Pochi minuti dopo, il gruppo ha esibito saluti romani e ha intonato cori di chiara matrice fascista, violando in modo evidente la legge Mancino, che punisce gesti, simboli e slogan legati all’odio razziale e all’ideologia nazista. La scena è stata ripresa e segnalata agli investigatori, che hanno avviato un lavoro di identificazione incrociando immagini, testimonianze e controlli mirati.

Le indagini della Digos

La Digos ha ricostruito l’intera dinamica, individuando uno per uno i responsabili. Il dossier è stato trasmesso al Questore, che ha firmato 16 Daspo con durata variabile tra uno e cinque anni. I provvedimenti non si limiteranno alle partite casalinghe, saranno validi in tutto il territorio nazionale, per le gare della Roma all’estero, per le Coppe europee e anche per le partite della nazionale italiana. Si tratta di una misura severa, pensata per impedire ai soggetti coinvolti di avvicinarsi a qualsiasi evento sportivo dove potrebbero ripetere comportamenti violenti o discriminatori.

La legge Mancino

La legge Mancino vieta l’uso di simboli, gesti e slogan che richiamano il nazismo e il fascismo. Nel caso della Curva Sud, la combinazione tra magliette inneggianti al nazismo, saluti romani e cori fascisti ha rappresentato una violazione evidente della normativa, rendendo inevitabile l’intervento delle autorità. La legge è uno dei pilastri della tutela contro l’odio razziale e politico negli stadi, dove episodi di estremismo continuano a emergere nonostante controlli sempre più rigidi.

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