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Esteri

Lula – Trump: la tensione e lo scontro arriveranno all’Onu

L'affondo matura in un clima politico infuocato in vista delle imminenti consultazioni presidenziali di ottobre in Brasile

di Dave Hill Cirio -

Lula 21 anni fa all'Onu


Tensione Lula-Trump all’Onu: il leader brasiliano pronto a blindare il voto dal palco di New York. Il grande palcoscenico dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si appresta a diventare il terreno di uno scontro diplomatico ad altissima tensione tra Brasile e Stati Uniti.

Lo scontro Usa – Brasile

A poche ore dall’inizio dell’annuale vertice sulla leadership globale a Palazzo di Vetro, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha alzato nettamente i toni. E preannunciato che affrontando il presidente statunitense Donald Trump gli ingiungerà senza mezzi termini di «non interferire nelle elezioni brasiliane».

Il precedente delle ingerenze e la sfida con Flavio Bolsonaro

L’affondo di Lula matura in un clima politico infuocato in vista delle imminenti consultazioni presidenziali di ottobre in Brasile. L’inquilino di Palazzo Planalto imputa alla Casa Bianca un’ingerenza diretta nell’agone politico interno, legata ai saldi vincoli di alleanza tra l’amministrazione Trump e la destra brasiliana.

Il principale sfidante di Lula è infatti Flavio Bolsonaro, primogenito dell’ex presidente Jair Bolsonaro, sostenuto apertamente dall’ala conservatrice americana e dal movimento Maga. La presa di posizione di Brasilia punta a fare da scudo preventivo contro eventuali pressioni esterne o contestazioni della regolarità del voto.

Le reazioni da Washington e la diplomazia dell’Assemblea Generale

L’annuncio di Lula ha immediata risonanza sulle agenzie di stampa internazionali e sui media statunitensi. Da Washington, fonti vicine al Dipartimento di Stato derubricano le accuse di ingerenza a retorica elettorale, ribadendo che la politica estera Usa punta unicamente alla stabilità dell’emisfero occidentale.

Tuttavia, la presenza simultanea dei due leader a New York per l’apertura dei lavori della 81esimasessione dell’Onu rende inevitabile il corto circuito politico.

Gli occhi degli osservatori internazionali sono ora puntati sul discorso di apertura di martedì. Da verificare se il confronto verbale si limiterà ai canali diplomatici o se sfocerà in uno strappo formale tra le due più grandi democrazie del continente americano.

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