Un’opportunità chiamata Vietnam, l’analisi del giurista Bevilacqua
Dall'energia fino alle grandi infrastrutture: il "prodigio" Hanoi e la vitalità Asean un'occasione per le imprese italiane (anche quelle di Stato)
Non l’hanno visto arrivare, il Vietnam. In silenzio, a piccoli passi. Nel frastuono generale, nella fretta, quasi nessuno s’è accorto dell’Asean. Ma si tratta di un’area economica che, oggi, registra una crescita tra le più imponenti e, soprattutto, promettenti di tutto quanto il globo. L’analisi a L’identità del giurista d’impresa nonché esperto economico internazionale Nunzio Bevilacqua che ha preso parte all’importante evento del Viet Industry Hanoi 2026, si conclude oggi.

Vietnam, l’analisi del giurista Nunzio Bevilacqua
“Un prodigio”, così il giurista commenta la situazione attuale dell’Asean e del Vietnam. “Silenzioso, resiliente e oggi più determinato che mai nel riscrivere, con una ritrovata stabilità politica, le regole di una crescita economica già prevalente sulla pandemia”. Un programma che è già dentro le agende politiche. “Regole sintetizzabili – spiega Nunzio Bevilacqua -, dal visionario e innovatore Presidente Tô Lâm. Un settore privato pilastro portante di un’economia di mercato creatrice di benessere sociale, apertura agli investimenti e competenze estere, da cui i maxi progetti non possono prescindere per mole finanziaria e necessità tecnologiche”. Insomma, un vero e proprio “multilateralismo economico per evitare abusi di posizioni dominanti da parte di un singolo Paese e rigorosa programmazione-Stato con tempi di attuazione che ricordano, per alcuni aspetti, il vicino gigante cinese”.

Energia, infrastrutture e logistica
La ricetta vietnamita è interessantissima. “Il Paese – ha affermato il giurista d’impresa – nel progressivo passaggio da esportatore di materia prima a creatore di un propria identità industriale, non solo produttiva per conto terzi, ha accelerato lo sviluppo infrastrutturale molto rapidamente”. E lo ha fatto “ponendo come priorità il potenziamento energetico di parte generativa, con mix non eccessivamente esposto su singola fonte – ed è qui che le aziende italiane delle rinnovabili potrebbero trovare dei validi spazi – e di quella distributiva”. Dove, aggiunge Nunzio Bevilacqua, “potrebbero emergere opportunità non solo per Pmi italiane con elevati skill nell’elettromeccanica relativa alle reti elettriche ma anche per un’eccellenza internazionale dell’alta tensione come il gruppo Terna qualora volesse ascrivere, in futuro, l’Asean tra i mercati target come un tempo lo è stato il Mercosur”.

Le opportunità per l’Italia (e l’Europa)
C’è tanto da fare, nell’area del Sud Est asiatico. Bevilacqua da Hanoi fa il punto della situazione e racconta della presenza europea ed italiana all’evento. “Con riferimento alle infrastrutture idriche, autostradali e ferroviarie, all’evento tra le numerose realtà, quanto ai tunnel – componente fondamentale per la programmazione economica – erano presenti due eccellenze del ‘Made in Europe’. La metalmeccanica tedesca Herrenknecht AG – leader nello scavo meccanizzato di gallerie – e l’italiana De Cardenas. Che, assieme allo storico Gruppo Boldrocchi, rappresenta l’emblema della qualità made in Italy e punto di riferimento per la ventilazione e filtrazione sia infrastrutturale che industriale”. E quindi racconta. “Proprio la progettazione di un’alta velocità-capacità ferroviaria da un lato e di programmi di smart mobility – per adesso avviati dal Vietnam con la Cina – che dovrebbero far valutare positivamente una cooperazione Italia-Vietnam con le due nostre aziende di Stato ad expertise massimo rispettivamente nella progettazione AV/AC come il Gruppo Ferrovie dello Stato e ANAS per progetti di Smart Road”.
Non solo pmi
Ma non finisce qui. “Il piano di piattaforma logistica integrata stradale, ferroviaria e portuale – non solo marittima ma anche fluviale – genera un’occasione unica per tutte le specificità di settore di cui le Pmi italiane sono portatrici”. “Sia per la ‘blue economy’ – specifica il giurista – che per le competenze a corredo del settore oil & gas. Ad ausilio dell’azienda di Stato, ossia la Petrovietnam. Che sta implementando tecnologie per l’efficienza che consentano da un lato di rispondere all’aumento di fabbisogno energetico interno e dall’altro alla progressiva riduzione dell’impatto ambientale”.
Nunzio Bevilacqua quindi tira le fila dell’analisi: “In Vietnam siamo nel pieno di un’attuazione di un piano economico in cui il breve periodo è iniziato ieri. E a cui i players italiani dovrebbero rispondere. Non solo pmi strutturate e abituate alle opportunità emergenti a livello globale, ma anche aziende pubbliche o a controllo pubblico”.
E infine. “Con la loro attività estera potrebbero adempiere ad una duplice missione, quella di diversificare il business in più mercati attuando al meglio l’attività imprenditoriale pubblica. E fare da ombrello o funzione Paese ad aziende meno dimensionate non in grado di approcciare, senza adeguate forme consortili, destinazioni fuori dai confini nazionali”.
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