Sugar tax nel 2027? Federalimentare vuole cancellarla
Dopo anni di rinvii a termine, l'industria alimentare chiede di chiudere definitivamente il dossier per sbloccare oltre un miliardo di euro di investimenti congelati nel settore
Sugar Tax al bivio: perché Federalimentare ne chiede l’abrogazione definitiva.
La discussione sulla Sugar Tax
Si riaccende il dibattito sull’imposta sulle bevande analcoliche dolcificate da 10 euro per ettolitro sui prodotti finiti. Ciò, a causa dell’avvicinarsi della nuova scadenza normativa fissata per il primo gennaio 2027.
Dopo anni di rinvii a termine, l’industria alimentare chiede di chiudere definitivamente il dossier per sbloccare oltre un miliardo di euro di investimenti congelati nel settore.
A guidare il fronte del no è Federalimentare, affiancata da Assobibe, che contesta non solo l’impatto economico della misura ma anche il suo fondamento scientifico e sanitario
La prova del “modello inglese”: il nodo dell’obesità
Per smontare l’efficacia sanitaria del tributo, Federalimentare riporta i dati relativi al Paese che per primo in Europa ha introdotto una misura analoga: il Regno Unito.
La Soft Drinks Industry Levy britannica, in vigore dal 2018, è riuscita a spingere i produttori a rimodulare le ricette riducendo lo zucchero. Tuttavia, evidenzia la Federazione basandosi sugli ultimi dati di settore, il tasso di obesità tra gli adulti inglesi è comunque salito dal 28% al 30%.
Secondo l’industria italiana, questo dimostra che tassare una singola categoria merceologica non risolve una patologia complessa e multifattoriale come l’obesità.
L’impatto sui consumi e la penalizzazione del Made in Italy
L’entrata in vigore del tributo comporterebbe un aumento medio della tassazione del 28% al litro per i prodotti colpiti, che si scaricherebbe sui prezzi al consumo con rincari stimati tra il 10% e il 15%.
In un contesto economico ancora segnato dall’inflazione, ciò provocherebbe una contrazione delle vendite attorno al 16%, colpendo non solo i grandi gruppi industriali ma l’intera filiera agricola di supporto (dalla barbabietola da zucchero fino alle filiere agrumicole italiane)
Il paradosso dei prodotti “Zero Zuccheri”
L’aspetto maggiormente contestato riguarda il raggio d’azione della norma italiana, che colpisce indistintamente sia le bevande con zuccheri aggiunti sia quelle edulcorate o “zero zuccheri”.
Una formulazione che penalizza gli sforzi sostenuti negli ultimi anni dalle aziende per offrire alternative prive di apporto calorico.
La richiesta al governo: certezza anziché proroghe
La richiesta indirizzata a Palazzo Chigi per la prossima manovra economica è quindi di cancellare definitivamente la tassa dal testo unico. Secondo le imprese, continuare a spostare la scadenza di anno in anno genera un clima di instabilità normativa.
E ostacola la programmazione e gli investimenti industriali, a fronte di un gettito stimato che risulterebbe marginale rispetto ai danni arrecati alla filiera agroalimentare nazionale.
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