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Caro carburanti, anche Ip segue Eni: da oggi scatta il tetto ai prezzi

Previste code alle pompe Eni e Ip, mentre i piccoli distributori lamentano: "Concorrenza sleale"

di Eleonora Ciaffoloni -


Non solo Eni, da oggi anche Ip introduce un tetto ai prezzi di benzina e gasolio sulla propria rete di distribuzione, aderendo all’appello del governo per contenere il caro carburanti che da mesi pesa su famiglie e imprese. La decisione arriva mentre i listini continuano a salire, soprattutto in autostrada, dove il diesel sfiora i 2,50 euro al litro.

Tetto ai prezzi dei carburanti, l’iniziativa Eni

L’iniziativa di Eni, entrata in vigore oggi, fissa un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio in tutti i distributori del marchio. Sulla stessa linea si è mossa Socar, proprietaria di Italiana Petroli dopo l’acquisizione conclusa a maggio, annunciando un’applicazione progressiva del price cap a partire dalle stazioni Ip e, successivamente, anche ai marchi Esso e agli altri operatori riforniti dalla società.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la scelta di Ip “un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane”, ringraziando il presidente azero Ilham Aliyev e il vertice di Socar per il contributo al contenimento dei prezzi.

Divisioni nel settore

Il provvedimento, però, divide il settore. Le associazioni dei gestori parlano di rischio di concorrenza sleale, sostenendo che una compagnia a controllo pubblico possa alterare il mercato a discapito delle altre reti. Faib Confesercenti accusa l’esecutivo di aver scaricato su Eni il compito di calmierare i prezzi anziché intervenire sugli extraprofitti, mentre Figisc richiama il precedente francese di TotalEnergies, dove un’analoga operazione ha provocato tensioni tra gestori e problemi di approvvigionamento.

Intanto cresce la pressione anche dal mondo dell’autotrasporto. Assotir chiede al governo misure urgenti, dall’adeguamento automatico del prezzo del gasolio alla tassazione degli extraprofitti energetici, per evitare che l’impennata dei costi continui a ricadere sulle imprese del settore.


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