L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

I nostri amici a quattro zampe vanno amati, ma in quanto tali

di Adolfo Spezzaferro -


C’è un equivoco che, negli ultimi anni, ha preso sempre più piede nelle nostre case: quello di voler bene agli animali domestici come se fossero persone. Li vestiamo, li celebriamo sui social, gli attribuiamo loro sentimenti, intenzioni e perfino opinioni. Tutto questo nasce spesso da un affetto sincero, per carità. Ma amare un animale non significa trasformarlo in un essere umano. Anzi: significa riconoscerlo per quello che è. Cani e gatti possono avere un ruolo prezioso nella nostra vita proprio perché appartengono a un mondo diverso dal nostro. Per un bambino, crescere accanto a un animale può essere un esercizio quotidiano di responsabilità, cura e rispetto: imparare che un altro essere vivente ha bisogno di cibo, attenzioni, riposo, spazio e regole. Un cane non è un giocattolo sempre disponibile alle nostre coccole; un gatto non è un peluche che possiamo prendere in braccio quando ci va. Imparare a rispettarne i segnali e i confini è una lezione che vale ben oltre il rapporto con gli animali. Lo stesso vale per gli anziani. La presenza di un cane o di un gatto può offrire compagnia, occasioni di relazione e quella sensazione semplice ma importante di essere necessari a qualcuno (questa in verità è la chiave per reinserire con grande dignità gli anziani nella comunità). Portare fuori il cane, occuparsi della sua ciotola, accarezzare un gatto che si avvicina: sono gesti ordinari, ma possono dare ritmo alle giornate e creare una forma di vicinanza che non ha bisogno di parole. Il punto, però, è proprio la misura. Un rapporto sano non è quello in cui l’animale viene promosso a figlio, partner o sostituto delle relazioni umane. È quello in cui gli si riconosce dignità senza negarne la natura. Un cane ha bisogni canini, un gatto ha comportamenti felini. Non hanno bisogno di essere trasformati in persone per meritare amore. Paradossalmente, è proprio questa distanza a rendere il legame così speciale. L’animale ci ricorda che esiste qualcosa che non siamo noi, che non pensa necessariamente come noi e che non è obbligato a corrispondere alle nostre aspettative. Forse il vero rispetto per i nostri compagni a quattro zampe sta tutto qui: amarli moltissimo, ma lasciarli essere animali. Non è una distanza. È una forma più adulta di affetto.


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