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Politica

L’aiutino di FdI alla nuova componente di De Luca

E' il laboratorio chiave per ridisegnare gli equilibri di coalizione verso le urne

di Angelo Vitale -

Il deputato Manlio Messina


Il riassetto del centrodestra in vista delle politiche si gioca su più tavoli, ma è tra i banchi di Montecitorio che le manovre stanno assumendo un peso strategico inaspettato.

Le politiche alle porte

L’innesco parte dalle rivelazioni sul patto tra Cateno De Luca e Fratelli d’Italia che L’identità ha raccontato venerdì. Un’alleanza d’area che, pur mantenendo apertissima la contesa sul fronte siciliano contro la giunta Schifani, garantisce al movimento “Sud chiama Nord” la sponda nazionale necessaria per proiettare la propria rappresentanza direttamente a Roma.

Ma il vero snodo operativo dell’intesa si concentra nel Gruppo Misto della Camera, dove De Luca è al lavoro per la costituzione di una nuova componente parlamentare. Un passaggio tecnico decisivo, in grado di garantire l’esenzione dall’onere della raccolta delle firme per la presentazione delle liste, trasformando la pattuglia degli amministratori locali in un soggetto politico subito spendibile sulla scheda elettorale.

Un’architettura pragmatica, nata dall’intesa tra il leader autonomista e la segreteria di via della Scrofa, pensata per costruire un polo territoriale d’impatto ma organico alla coalizione. Tuttavia, è attorno alla composizione di questa nascente componente che si addensano i rumors più caldi di Montecitorio.

L’adesione di Messina

Tra i corridoi della Camera circola con insistenza l’ipotesi dell’adesione di Manlio Messina. L’ex vicecapogruppo vicario di Fratelli d’Italia ed ex assessore al Turismo alla Regione Siciliana, passato a luglio al Misto a seguito di un addio venato da incomprensioni reciproche e da un avvertito deficit di tutela politica sul caso Cannes, potrebbe trovare in questa operazione la sua rampa di rilancio.

Per Messina, l’ingresso nella componente con De Luca rappresenterebbe una “camera di decompressione” politica ideale: uno snodo tattico per ricucire gli strappi del passato e riattivare un dialogo proficuo con la maggioranza. Un simile passaggio consentirebbe al deputato un pieno reintegro nel centrodestra verso le politiche spianando la strada a una sua futura ricandidatura, che molti immaginano con un ritorno a casa in FdI e altri collocano invece nell’alveo di Forza Italia.

Un puzzle incrociato che intreccia le accorte strategie di De Luca e il riposizionamento dei quadri dirigenti dell’isola. Tra Roma e Palermo la partita politica si riaccende: la componente nel Misto diventa così il laboratorio chiave per ridisegnare gli equilibri di coalizione verso le urne.

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