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Da 65 anni ai tavoli di Gattullo: brioche, grandi classici e nuove tentazioni

di Simone Pasquini -


A Milano ci sono indirizzi che appartengono alla geografia sentimentale della città quanto il Duomo e la Madonnina. Gattullo, a Porta Lodovica, è uno di questi. Qui sono passate generazioni di milanesi, si sono consumati appuntamenti galanti, colazioni frettolose e conversazioni interminabili davanti a un vassoio di pasticcini. Sessantacinque anni di attività, festeggiati lo scorso maggio, rappresentano un bel traguardo per un locale che ha saputo attraversare le mode conservando il gusto delle proprie origini. Adesso arriva una nuova stagione gastronomica, con una proposta che allarga gli orizzonti della colazione e restituisce al pranzo il piacere di sedersi a tavola.

La giornata comincia naturalmente dal bancone, dove le brioche continuano a esercitare il loro fascino, ma la prima colazione acquista una dimensione più generosa. Chi ama le abitudini meneghine può scegliere la formula Alla Milanese, che accosta brioche e toast al pan brioche della casa, servito con burro montato e marmellata. Caffè o cappuccino accompagnano il rito del mattino, mentre una spremuta oppure un tè caldo completano la proposta. È il genere di colazione che invita a concedersi qualche minuto in più, possibilmente leggendo il giornale.

Dolce e Salato, Da Campioni e le novità del pranzo

Per chi considera il risveglio un’occasione per togliersi qualche sfizio, Gattullo guarda anche alla Francia con la formula Dolce e Salato. I celebri pasticcini mignon incontrano un’omelette oppure il Croque Madame 1961, omaggio all’anno di nascita del locale. La proposta Da Campioni strizza invece l’occhio a chi preferisce l’avocado toast, arricchito con uova o salmone, pur concedendosi il piacere della piccola pasticceria. Il risultato è una colazione che può diventare un appuntamento vero e proprio, soprattutto per chi ha imparato ad apprezzare il lusso di cominciare la giornata con calma.

Ma è all’ora di pranzo che la cucina mostra il desiderio di misurarsi con qualcosa di nuovo. Accanto ai panini e ai piatti freddi che hanno accompagnato la storia del locale, arrivano preparazioni capaci di incuriosire anche i clienti più affezionati. Il riso al salto, gloria della tradizione lombarda, si presenta con brasato di guancia e gremolada, recuperando quei sapori robusti che appartengono alla cucina milanese più autentica. La parmigiana di melanzane acquista una sfumatura contemporanea grazie alla salsa al basilico e allo shiso, mentre le Eggs Benedict, con salsa olandese e pancetta croccante, portano in tavola un piccolo assaggio di cosmopolitismo.

Merita attenzione anche la tartare di manzo, servita in un cestino di pasta sfoglia con senape in grani e olio al peperoncino verde. Una preparazione che gioca sul contrasto delle consistenze e sulla vivacità dei condimenti. A completare la carta arrivano un primo e un secondo del giorno, affidati alla disponibilità stagionale degli ingredienti.

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