Michele Serra attacca, Cateno De Luca ribatte
La replica del leader di Sud chiama Nord al corsivista di Repubblica
Scontro tra Michele Serra e Cateno De Luca: la replica del leader di Sud chiama Nord.
Serra attacca, De Luca replica
Un botta e risposta avede protagonisti il giornalista Michele Serra e il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, a seguito di un intervento pubblicato nella rubrica L’Amaca del quotidiano La Repubblica.
De Luca ha inviato una lettera al direttore del quotidiano per replicare alle affermazioni del corsivista.
Nel suo scritto, De Luca contesta anzitutto la dichiarazione iniziale di Serra di «non sapere chi io sia». La definisce falsa ricordando un precedente attacco sferrato dallo stesso giornalista in occasione delle ultime elezioni europee.
De Luca ribadisce la sua rilevanza elettorale e il contributo potenziale del movimento per consentire al centrodestra di superare la soglia del 42%. Un dato che peraltro nei rilievi dei sondaggi come quello iniziale di Lab21. Ciò dopo l’intesa raggiunta con FdI.
La “compravendita”?
In merito all’accusa di una presunta «oggettiva compravendita» basata sulla logica «cosa mi dai in cambio», De Luca rifiuta categoricamente ogni ipotesi di «schifosa compravendita» o la richiesta di contropartite personali e di poltrona.
E precisa di aver concordato con la premier Giorgia Meloni un’unica condizione programmatico-politica. Gli interessa l’inserimento prioritario nell’agenda di governo della valorizzazione dei territori e un sostegno concreto agli enti locali. Mantenendo contestualmente autonomia d’azione in Sicilia.
Il leader autonomista definisce la propria formazione «orgogliosamente post-ideologica» e guidata dal «puro buon senso». E richiama, per l’occasione, i precedenti di governo locale a Fiumedinisi, Santa Teresa di Riva, Messina, alla Città Metropolitana di Messina e a Taormina.
Il “camposanto”
Sferzante, nella missiva, la contrapposizione dell’accordo di centrodestra alla situazione dell’opposizione. De Luca ritorna sul «campo largo» ridotto a un «camposanto». Uno spazio segnato da veti reciproci, controversie tra Giuseppe Conte, Matteo Renzi ed Elly Schlein e divergenze in materia di politica estera e forniture militari a Kiev.
Infine, in risposta all’espressione «mercato dei Cateno» impiegata da Serra, De Luca respinge l’etichetta accusandolo di frequentare i salotti romani e la fascia dei «comunisti col Rolex». E rivendica con orgoglio la qualifica di «leader di periferia» legato al contatto quotidiano con i lavoratori e la cittadinanza.
Una replica chiusa dalla conferma dell’impegno politico a livello nazionale a supporto del centrodestra e l’obiettivo dichiarato di correre in futuro per la carica di «Sindaco di Sicilia». Cateno De Luca, lo dicono le cronache di questi giorni, mantiene botta con chiunque.
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