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Cronaca

Abusi e violenze alla Rsa, tre operatori nei guai a Milano

L'inchiesta a Milano, gli abusi dalle intercettazioni: anziane percosse nelle parti intime

di Paolo Diacono -


L’ennesimo caso di violenza nei confronti degli anziani è venuto a galla dall’indagine su ciò che accadeva in una Rsa di Milano. Tre operatori sanitari si sono visti notificare, questa mattina, la misura cautelare del divieto di esercizio della professione da parte dei carabinieri del Nas. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale milanese. Dietro una storiaccia, l’ennesima, di (presunti) abusi che sarebbero giunte addirittura a configurare episodi di violenza sessuale ai danni delle pazienti.

Violenza sessuale nella Rsa di Milano

A finire nei guai tre operatori, ma è sotto indagine anche un’altra operatrice socio-sanitaria. In quella Rsa di Milano, stando a ciò che hanno scoperto i carabinieri, si sarebbero registrati episodi inquietanti. Quattro anziane ospiti della struttura, infatti, sarebbero state colpite con schiaffi al volto e alla testa, fatte bersaglio di “insulti, derisioni e frasi intimidatorie”. In alcuni casi sarebbero state persino percosse “nelle parti intime”. Stando alle risultanze dell’indagine, sarebbero emersi “gravi e sistematici episodi di violenza commessi ai danni di quattro anziane ospiti affidate agli indagati per ragioni di cura e custodia, ai quali vengono contestati, a vario titolo, i reati di maltrattamenti e violenza sessuale”.

Cosa è successo

A inchiodare gli operatori alle loro responsabilità sono stati anche i video e le intercettazioni audio realizzate nella struttura dell’Rsa di Milano finita al centro dell’inchiesta. I due uomini sotto indagine rispondono pure delle accuse di violenza sessuale. E ciò perché, stando a quanto sarebbe emerso dalle indagini, “abusando della propria posizione di autorità e dello stato di totale vulnerabilità delle anziane, si rendevano autori di percosse nelle parti intime in occasione delle quotidiane operazioni di igiene personale”. Violenze, queste, che sarebbero state “perpetrate durante le quotidiane manovre di allettamento e vestizione, nel corso delle quali gli operatori afferravano le deboli vittime per i capelli e le colpivano con schiaffi al volto e alla testa, accompagnando tali gesti con insulti, derisioni e frasi intimidatorie”.

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