La confessione dei ragazzi della minicar: “Erano solo scherzi”
Il racconto dell'aggressione all'attore Iacopini: "Gli tolto la mano dal volante, lì il signore è caduto..."
“Erano solo scherzi”, dal verbale emergono le confessioni dei ragazzini della banda della minicar. Tutto parte da un cappellino. Che è finito sul tavolo degli inquirenti. “Il 4 ottobre ero con T. a bordo della sua minicar, guidava lui. Abbiamo iniziato a girare alle 21 e 30 circa, fino all’una. Ho perso un berretto a Ponte Testaccio, è quello che lei ha sul tavolo in questo momento”. Così inizia il racconto di uno dei due indagati per i fatti di Monteverde. Una storia sfuggita di mano con conseguenze gravissime, un uomo in ospedale che lotta ancora tra la vita e la morte.
Le confessioni dei ragazzini in minicar
“Sicuramente -ha aggiunto, come riporta il Tg1 che ha pubblicato il contenuto dei documenti- abbiamo fatto qualcosa, ma erano scherzi. Ho urlato ad un signore in bicicletta per spaventarlo e lui ci ha rincorso, ma non è caduto, era forse l’una e dieci. È in questa occasione che ho perso il berretto”. Ed è stato da questo elemento, di certo non secondario, che gli inquirenti sono riusciti a risalire all’identità dell’indagato. E a ricostruire un’intera serata di aggressioni e violenze. E non sarebbe stata l’unica. “Il 4 ottobre abbiamo fatto cadere altre due persone, ma non ricordo i dettagli”.
L’aggressione a Iacopini
Il racconto dell’aggressione a Iacopini: “Ero sempre in macchina con T. e ci siamo affiancati ad un signore in monopattino: io gli ho tolto la mano dal manubrio, è lì il signore deve essere caduto”. Davide Iacopini ha perso il controllo del mezzo ed è andato a sbattere con violenza contro una Mini regolarmente parcheggiata in zona. “Ho letto sul giornale che si chiamava Iacopini Davide. La scarpa l’ho persa non perché gli ho dato un calcio, e poi sono comunque tornato a prenderla: aprivo lo sportello per controllare se il signore era caduto, lì ho perso la scarpa”.
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