Trump vuole supervisionare i beni russi congelati dalla Ue
Cerca la svolta storica a modo suo, ma l'Europa ha chiarito che il tesoro di Mosca resta sotto chiave a Bruxelles
Se c’è una costante nella diplomazia di Donald Trump, è la convinzione che ogni crisi globale possa essere risolta con un’operazione finanziaria ad alto tasso di audacia. L’ultima mossa, filtrata dalle stanze riservate degli incontri di Miami e rivelata dal Financial Times, ha il sapore di un vero e proprio tentativo di blitz.
L’ultima trovata di Trump
il presidente americano spiazza le cancellerie europee e chiede di sbloccare i beni sovrani russi congelati dopo l’invasione dell’Ucraina per trasferirli direttamente sotto la tutela e la regia di Washington.
A fare da messaggeri per il tycoon, due dei suoi fidatissimi: l’inviato speciale Steve Witkoff e il genero Jared Kushner.
Durante un vertice a porte chiuse con le delegazioni di Regno Unito, Francia, Germania, Ucraina, Unione Europea e NatoO, i due emissari americani hanno calato sul tavolo la proposta choc.
L’idea
La proposta è creare un veicolo finanziario speciale, gestito e supervisionato dagli Stati Uniti, in cui far confluire una fetta consistente dei circa 260 miliardi di euro appartenenti alla Banca Centrale Russa e attualmente bloccati in Occidente.
Nelle intenzioni della Casa Bianca, prendere il controllo strategico di questo tesoro consentirebbe a Washington di presentarsi a Vladimir Putin con una leva contrattuale formidabile per riaprire i negoziati di pace. Chi detiene la chiave della cassaforte determina le regole del gioco, è il ragionamento.
Il muro di gomma Ue
Ma il piano si è scontrato immediatamente contro il muro di gomma dell’Europa. La grande maggioranza dei beni russi — oltre 200 miliardi di euro — si trova infatti depositata nel continente. Ed è custodita dal gigante belga Euroclear sotto il rigido regime di sanzioni comunitarie.
Di fronte alla richiesta degli inviati di Trump, la risposta dei diplomatici europei è stata perentoria: “Non accadrà mai”.
Bruxelles non ha alcuna intenzione di cedere agli Stati Uniti la giurisdizione sui fondi, né di rischiare di restituirne una quota a Mosca senza garanzie sulle riparazioni di guerra.
Mentre Kiev osserva con crescente apprensione i tentativi di Washington di guidare il gioco in solitaria, lo scontro sull’asse Atlantico si riaccende. Trump cerca la svolta storica a modo suo, ma l’Europa ha chiarito che il tesoro di Mosca resta sotto chiave a Bruxelles.
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