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Raffaele Sollecito a Verissimo si paragona a Stasi: “Accomunati dall’ingiustizia”

di Claudia Mari -


Raffaele Sollecito ospite alla trasmissione di Canale 5, parla del suo caso e di quello di Garlasco, facendo menzione di Stasi, sostenendo la sua innocenza

Raffaele Sollecito torna a parlare del caso di Perugia e delle conseguenze che quella vicenda continua ad avere sulla sua vita. E fa un paragone con il caso Garlasco. Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, nella puntata in onda domenica 18 ottobre, racconta il peso di un passato che, a distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Meredith Kercher, continua a condizionare il suo presente. “Mi sento ancora prigioniero di uno stigma che mi perseguita e che, di fatto, ha condizionato tante cose nella mia vita”, confida.

Sollecito a Verissimo: “Stasi innocente”

Nel corso dell’intervista, Sollecito affronta il caso di Garlasco e la vicenda giudiziaria di Alberto Stasi, al quale ha scritto una lettera per esprimergli la propria vicinanza. L’ex imputato per l’omicidio di Meredith Kercher precisa di non voler sovrapporre le due storie, ma individua un elemento comune nel tema dell’ingiustizia. “Non mi paragono alla sua vicenda, ma all’ingiustizia che c’è dietro. Per me è assolutamente innocente, perché non c’è mai stata una prova contro di lui”, afferma riferendosi a Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.

Il rapporto con Amanda Knox

A Toffanin Sollecito parla anche di Amanda Knox e dello spettacolo di stand-up comedy Cartwheel, portato in scena dalla donna. Il titolo richiama la ruota fatta da Knox in questura durante le indagini sull’omicidio Kercher, un episodio che Sollecito considera inopportuno in quel contesto. “Quel titolo mi arriva un po’ come una provocazione. Mi ha un po’ colpito lo stomaco sapere che lo ha intitolato così”, racconta. E aggiunge: “Quella era stata una ragazzata che in quel contesto si poteva risparmiare, come io portarmi un coltellino a serramanico. Ecco, io non la porterei come una bandiera”. Sollecito dice di essersi chiesto anche come potesse sentirsi la famiglia di Meredith.

Ripercorrendo un ricordo condiviso con Knox, racconta poi un episodio avvenuto a Gubbio, quando un artista di strada lo scambiò per il padre della figlia di Amanda, che lui stava spingendo nel passeggino. “Quando ho risposto che la bambina non era mia ho avuto un sussulto. C’è stato come un fermo immagine, per più di un minuto nessuno ha fiatato”, ricorda.

“Ci volevamo molto bene e ci trovavamo bene insieme”, dice ripensando al loro rapporto e a ciò che sarebbe potuto accadere senza la tragedia. “Cosa sarebbe successo nel concreto senza questa tragedia? È un punto interrogativo che forse non avrà mai risposta”. Infine, guardando al futuro e alla possibilità di diventare padre, Sollecito esprime tutta la sua sfiducia nelle istituzioni italiane: “Non ho nessuna stima dell’Italia, delle sue istituzioni. Non voglio creare una famiglia qui.


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