L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

L’EDITORIALE – Saccheggi e poliziotti aggrediti. E la chiamano lotta di classe

di Laura Tecce -


Vedere ragazzini con il volto coperto distruggere vetrine per rubare scarpe da 300 euro e chiamarla “lotta di classe”. Chiamare “protesta” il saccheggio e la devastazione.

Questo significa confondere le parole e le responsabilità: il disagio sociale merita risposte, la violenza conseguenze. E la rivoluzione si fa contro i potenti, non contro chi ha un mutuo e le rate della macchina da pagare. Si protesta contro il caro vita e poi si aggrediscono i poliziotti e si devastano i negozi? I poliziotti sono lavoratori: subiscono anche loro la crisi. Come i commercianti che rischiano i risparmi e pagano dipendenti, affitti e fornitori. Non si difendono i lavoratori distruggendo il loro lavoro. E mentre a Milano c’è chi trasforma la rabbia in devastazione, in Calabria e Sicilia gli autotrasportatori scendono in piazza contro il caro carburante e i costi diventati insostenibili.

Qui c’è il disagio concreto di chi non ce la fa più ma non per questo scatena la guerriglia urbana. La differenza è netta: manifestare e chiedere risposte al governo è un diritto, sfasciare tutto no. Beninteso, lo stesso vale per gli studenti che scendono in piazza pacificamente. Non possiamo più ignorare una questione politica fondamentale: questi lavoratori e questi giovani non trovano risposte sufficienti nelle politiche della maggioranza e non trovano rappresentanza nell’opposizione, il loro malessere resta senza interlocutori credibili. Sarebbe fuorviante assegnare loro una collocazione, inutile definire di destra o di sinistra chi forse non si riconosce più in nessuna identità politica organizzata. E quando la politica perde la capacità di rappresentare il disagio, quel disagio rischia di restare senza una direzione costruttiva. Diventa rabbia e frustrazione incontenibile. La legalità è un confine invalicabile ma la rappresentanza è una delle risposte che la democrazia deve saper offrire.

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