Magi con Tabacci e Soumahoro, una taskforce contro la riforma
L’obiettivo non è fondare una piattaforma ideologica omogenea, ma acquisire la soggettività giuridica di un gruppo parlamentare autonomo
Riccardo Magi
Transatlantico, numeri alla mano e alchimie di regolamento. La mossa di depositare alla Camera la richiesta per il gruppo «Più Europa-Centro Democratico, Stati Uniti d’Europa» non è un semplice riassetto di sigle ma una elaboratissima operazione chirurgica d’aula.
La mossa di Magi
A colpire, l’estrema eterogeneità dei cinque firmatari, i maligni potrebbero definirla un’arlecchinata. Traiettorie politiche distanti, quasi antitetiche, ricucite da una deroga regolamentare e da un’emergenza comune.
Da un lato c’è il nucleo liberal-radicale con Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, storici alfieri delle battaglie sui diritti civili e dell’europeismo. Dall’altro la memoria democristiana con Bruno Tabacci, navigato tessitore del centro moderato e nelle settimane scorse corteggiatissimo dai “senza sigla” per scavalcare l’obbligo di raccolta firme.
A completare il quadro intervengono la sinistra civica di Luca Pastorino (ex Pd, poi co-fondatore di Possibile con Civati, poi rientrato tra i dem ma già iscritto al Misto) e il sindacalismo di base sui diritti dei braccianti di Aboubakar Soumahoro (eletto con Avs e poi passato al Misto dopo il clamoroso scandalo giudiziario che lo coinvolse).
Una nuova forza politica?
Piuttosto, una task force d’emergenza. L’obiettivo primario non è fondare una piattaforma ideologica omogenea, ma acquisire la soggettività giuridica di un gruppo parlamentare autonomo. Uno strumento indispensabile per impugnare e tentare di inceppare gli ingranaggi delle norme restrittive sulla raccolta firme previste dalla riforma elettorale.
Più che una casa comune, insomma, una scialuppa tecnica d’assalto pensata per dare battaglia tra i cavilli della nuova legge elettorale prima del voto.
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