La scuola insegni diritti e doveri e soprattutto educhi alla libertà
Lode alla professoressa del liceo Giulio Cesare che ha trattato l’art 17 della Costituzione
Che la scuola sia orma il “Letto di Procuste” di una sofferenza sociale prossima a diventare il motore di una opinione giovanile orientata su nette, radicali scelte di valore. Un paesaggio verso cui dovrebbe spingersi lo sguardo severo della politica, un dato ormai validato dalla esperienza.
Crediamo sia utile discuterne liberando il campo sia da pregiudizi che da zelanti preoccupazioni. Ecco una occasione osservata da vicino.
L’esempio
Campo di osservazione, il Giulio Cesare liceo romano di nobile lignaggio, un’aula delle superiori, l’ora riservata a diritto ed economia. Tema proposto e trattato l’articolo 17 della Costituzione che declina, con la chiarezza delle prose di Concetto Marchesi, la “libertà di manifestare” tema virale, per alcuni tossico, per tanti vitale.
Oggi assolutamente centrale nelle dinamiche del dissenso cosiddetto “inedito”, culminate negli intollerabili eccessi “di piazza e di strada” raccontati in diretta televisiva. Sul tema si impegna, da par suo, una insegnante di collaudata dottrina che, dopo aver rappresentato il quadro normativo e commi del “17”, decide infine di esplorare natura e calore del “sentimento” giovanile.
La domanda è: c’è un limite al diritto di manifestare cui non debba corrispondere il dovere di rispettare libertà e dignità altrui?
La riflessione
Un principio quindi di civiltà liberale, una questione cui dagli studenti vengono risposte che, per un verso ribadiscono una chiara riserva verso le rumorose se non estreme manifestazioni occorse in altri licei romani, per un altro verso rinnovano la istanza di chi chiede “che non si finanzino guerre sottraendo risorse alla scuola”.
Una riflessione matura peraltro tutta interna a un interesse che vede nella scuola la palestra vitale, il tassello di un investimento sul futuro, la residua garanzia di un ascensore sociale in esercizio.
Questi gli umori in un ordinario giorno di scuola, un frammento del dibattito in corso nel cuore di un mondo in larga parte adolescenziale tentato da mille suggestioni e da pericolosi mimetismi. Un mondo che cerca, però, le sicurezze che possono venire solo dalla ricognizione di una bussola, da una nuova razionalità che assicuri a chi studia che la cultura è principio assoluto di libertà.
E che la libertà sta nel diritto di manifestare come nel dovere di difenderla quando venga minacciata da aggressioni e spiriti di potenza: come recita un altro dirimpettaio articolo della Costituzione.
Il nostro è un mondo imperfetto. Da rinnovare e da difendere. Ed è il compito di una scuola che insegni diritti e doveri e che “educhi’ alla libertà“. Come crediamo abbia inteso fare la brava docente del Giulio Cesare.
PER TUTTE LE NEWS DI CULTURA & SPETTACOLO
Torna alle notizie in home