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Vilnius, snodo globale delle droghe sintetiche?

Le sostanze non erano destinate soltanto al consumo locale, ma venivano esportate in Paesi Bassi, Germania, Belgio e Repubblica Ceca

di Daniel Walker -


La recente scoperta di un maxi laboratorio di droghe sintetiche nei pressi di Vilnius porta in primo piano il ruolo strategico della Lituania nelle rotte internazionali del narcotraffico.

A Vilnius un maxi laboratorio di droghe sintetiche

Più che un centro di produzione locale, la struttura operava su una vera e propria scala industriale. L’operazione di polizia ha portato al sequestro di oltre 500 kg di metanfetamina. Gli investigatori hanno messo le mani anche su 300 kg di anfetamina, circa 4,5 kg di 3-CMC e più di 3.000 litri di BMK. Questo, il precursore chimico essenziale per la sintesi delle droghe.

In totale, un volume stimato in oltre 4 milioni di dosi singole, dal valore all’ingrosso superiore ai 2 milioni di euro e potenzialmente dieci volte maggiore al dettaglio.

La rete di produzione

A coordinare l’organizzazione sarebbe stato un cittadino olandese di origine turca, coadiuvato da tre cittadini lituani. Nello scenario dell’inchiesta, la dimensione transnazionale dell’impianto emerge chiaramente dalla catena d’approvvigionamento e di distribuzione.

I precursori e i macchinari venivano importati da Cina, India e vari Paesi europei. E includevano 380 bombole di idrogeno cinese e tonnellate di acido solforico.

La distribuzione

Le sostanze prodotte non erano destinate soltanto al consumo locale, ma venivano esportate in Paesi Bassi, Germania, Belgio e Repubblica Ceca.

E il recente blocco di 17 kg di anfetamina in un carico logistico diretto a Praga conferma la capillarità del network.

La vicenda, nella lente degli inquirenti, dimostra come l’area baltica si stia trasformando in una vera e propria piattaforma produttiva di rilevanza globale.

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