La guerra ibrida che infiamma l’Europa
Cosa si nasconde dietro le tensioni delle ultime settimane nelle piazze europee
@ANSAfoto
Le immagini di saccheggi, scontri con la polizia e manifestazioni sempre più violente che hanno attraversato Francia, Italia e altri Paesi europei stanno alimentando un clima infuocato che preoccupa governi e apparati di sicurezza. Dietro l’esplosione della rabbia sociale c’è soltanto il malcontento delle piazze oppure qualcuno sta cercando di gestirlo dall’esterno?
Il progetto oscuro
Secondo numerosi esperti di sicurezza internazionale, le tensioni che attraversano l’Europa potrebbero rappresentare il terreno ideale per quella che viene definita guerra ibrida. Non si tratta di un conflitto combattuto con carri armati o missili, ma di una strategia che punta a indebolire le società sfruttando informazione, propaganda e social network. L’obiettivo non sarebbe necessariamente creare le proteste da zero. Più spesso si tratterebbe di individuare problemi già esistenti, come crisi economica, immigrazione, disagio giovanile o tensioni sociali, per amplificarli e trasformarli in fattori di instabilità.
Il ruolo dei social
In questo scenario un ruolo centrale sarebbe affidato ai social network. Video di scontri, auto incendiate e negozi saccheggiati diventano virali nel giro di pochi minuti. I contenuti più estremi ottengono milioni di visualizzazioni e contribuiscono a diffondere l’idea di un Paese fuori controllo. È proprio su questo terreno che entrerebbero in gioco influencer, pagine anonime e reti di profili coordinati capaci di moltiplicare la portata di determinati messaggi.
Russia e Iran amplificatori del caos
Tra i Paesi che vengono più spesso indicati dagli analisti figurano Russia e Iran. L’accusa non è quella di organizzare direttamente le manifestazioni, ma di sfruttare ogni occasione per accentuare le divisioni interne alle democrazie occidentali. Più aumenta la sfiducia verso istituzioni, politica e forze dell’ordine, più cresce la fragilità delle società europee. Un altro elemento che attira l’attenzione riguarda la copertura mediatica. Le proteste, gli episodi di violenza urbana e i momenti di caos vengono spesso rilanciati con grande enfasi da media vicini a determinati interessi geopolitici. L’immagine che ne deriva è quella di un’Europa in declino, incapace di gestire sicurezza, immigrazione e ordine pubblico.
Sfruttare le debolezze e l’incertezza di un futuro
Le cause profonde delle proteste esistono realmente e nascono all’interno delle singole società. La sfida per i governi è capire fino a che punto le agitazioni siano il risultato di problemi interni e quanto, invece, vengano amplificate da una battaglia invisibile combattuta sul terreno dell’informazione, dei social network e della percezione pubblica. È proprio questa la vera essenza della guerra ibrida, trasformare le debolezze di una società in un’arma contro sé stessa.
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