Milano e non solo, la guerriglia “Be water” pronta per ogni città
Il modello e le tattiche dei lunghissimi scontri di Hong Kong nel 2019
Militari presidiano piazza Mercanti nelle vicinanze di piazza del Duomo a Milano
L’auspicio generale dell’opinione pubblica è che quella odierna rimanga l’anatomia di uno scontro annunciato: dai parà alla dottrina della piazza fluida.
Il movimento 17 Ottobre, dove oggi i possibili scontri?
Oggi Milano sarà presidiata dalla stazione fino al centro dai militari, l’impiego di 500 paracadutisti e il varo del nuovo decreto sicurezza.
La prevenzione accelerata del capoluogo lombardo riflette un livello di allerta istituzionale senza precedenti recenti, ma racconta solo una metà del campo.
Sui canali Telegram del Movimento 17 ottobre, in vista delle manifestazioni convocate in otto città italiane, è stato diffuso un dettagliato compendio operativo intitolato «Abbigliamento e attrezzature essenziali».
L’addestramento online agli scontri
I contenuti registrano una pianificazione logistica meticolosa. Maschere Ffp2 o kefiah imbevute d’aceto e Maalox per resistere all’aria satura di gas, occhiali da lavoro e guanti da cucina per afferrare i bossoli incandescenti dei lacrimogeni senza ustionarsi.
Il documento definisce precise direttive di «tattica collettiva». Avanzare compatti in file parallele per negare la distanza utile di lancio alle forze di sicurezza, soccorrersi reciprocamente. E poi neutralizzare le infiltrazioni e stringere la pressione fino a «provare a sfondare gli sbarramenti».
Il modello Be water
Questa meticolosa preparazione materiale si salda direttamente con il modello dottrinario del «Be water». La sua genealogia tattica affonda nelle proteste di Hong Kong del 2019.
Richiamando il celebre aforisma di Bruce Lee («Sii come l’acqua»), il principio ripudia lo scontro frontale e la rigidità dei cortei tradizionali. La folla deve agire come una massa informe e mobile, capace di disperdersi all’istante di fronte alla carica o al blocco delle forze dell’ordine. Così da ricomporsi poi rapidamente nei punti ciechi o più vulnerabili dello schieramento avversario.
E’ uno slittamento netto
Lo Stato risponde schierando i reparti d’élite dell’esercito nelle strade. I circuiti di protesta teorizzano la guerriglia asimmetrica e l’urto fisico contro i cordoni.
Lo spazio pubblico cessa di essere il luogo del dissenso costituzionale e viene degradato a perimetro di contenimento bellico. La giornata è appena iniziata e può riservare ampie sorprese in altre città del Paese.
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