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Editoriale

Legge elettorale, ecco i ricorsi e riecco Prodi

di Adolfo Spezzaferro -


In un fastidioso déjà vu più che prevedibile, ecco che Romano Prodi torna (l’ennesima volta) in campo e guida la carica dei ricorrenti contro la legge elettorale. Al fianco dell’ex premier, (chi l’avrebbe mai detto…) l’Anpi e la Cgil di Maurizio Landini.

Sono oltre 300 i firmatari annunciati e 25 i ricorsi depositati in altrettante sedi giudiziarie, con l’obiettivo di portare la legge elettorale davanti alla Corte costituzionale prima del voto del 2027. A coordinare il tutto è Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai e promotore della Rete per un voto libero e uguale, che raccoglie una trentina di associazioni. Il punto ovviamente non è chi sono i firmatari ma le ragioni del ricorso. A tal proposito, saranno i giudici a valutare se esistano o meno i presupposti per investire la Consulta. Intanto vogliamo chiarire che il deposito degli atti non garantisce in automatico l’intervento della Corte Costituzionale. Ovvio però che la mossa è politica, per stessa ammissione dei promotori. È il proseguimento dell’opposizione parlamentare con altri mezzi, parafrasando una celebre definizione della guerra.

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