Csm, la corsa di Susanna Donatella Campione. Unica donna tra i parlamentari FdI in lizza
Oggi, il Parlamento in seduta comune eleggerà i dieci componenti laici
Oggi, mercoledì 28 ottobre, alle 16.30, Camera e Senato si riuniranno in seduta comune a Montecitorio per eleggere i dieci componenti laici del Consiglio superiore della Magistratura. Tra i nomi su cui punta Fratelli d’Italia c’è quello della senatrice Susanna Donatella Campione, in corsa insieme al collega di Palazzo Madama Sergio Rastrelli. È l’unica donna tra i parlamentari di FdI candidati a Palazzo dei Marescialli. Una presenza che ha un grande valore anche simbolico, in una partita nella quale l’equilibrio di genere è diventato un caso. È la prima tornata dopo il referendum costituzionale di marzo, che ha bocciato la riforma della Giustizia con lo sdoppiamento del Consiglio e il sorteggio dei componenti. In queste ore, inoltre, ben novemila magistrati hanno votato per scegliere i venti togati della consiliatura 2027-2031.
Le quote rosa
Delle 137 candidature arrivate per i dieci seggi, soltanto 42 erano femminili: il 30,7 per cento, ben al di sotto della soglia del 40 per cento prevista per il genere meno rappresentato. Nel primo elenco lo squilibrio era ancora più netto, con 77 uomini e appena 26 donne. Per questo la Camera ha riaperto i termini, riservandoli alle sole candidate, fino alle 10 di lunedì 26 ottobre. Per l’elezione serve la maggioranza qualificata dei tre quinti, quindi un’intesa tra gli schieramenti: il centrodestra, che nella tornata precedente ottenne sette posti su dieci, punta ora a conquistarne otto, lasciandone due alle opposizioni.
Dall’avvocatura al Senato
Nata a Tripoli, Campione si è diplomata al liceo classico Luciano Manara di Roma e si è laureata in Giurisprudenza alla Sapienza, con una tesi in diritto romano. Avvocato e giornalista pubblicista, ha consolidato l’impegno politico al fianco di Giorgia Meloni nel 2016, con la candidatura al Consiglio comunale di Roma nella lista “Con Giorgia”. Due anni dopo diventa vicepresidente nazionale del dipartimento Eccellenze italiane del partito. Nel 2022 arriva l’elezione a Palazzo Madama, nel collegio plurinominale della Toscana.
La legge sul femminicidio
In Senato siede nella Commissione Giustizia e nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. Il suo nome è legato soprattutto al disegno di legge del governo che ha introdotto il delitto di femminicidio, punito con l’ergastolo, di cui è stata relatrice insieme alla presidente della commissione Giulia Bongiorno. Il testo, riscritto con un emendamento delle due relatrici approvato all’unanimità, ha ottenuto il via libera unanime dell’Aula il 23 luglio 2025 ed è diventato legge definitivamente il 25 novembre dello stesso anno. “Ce l’abbiamo fatta, è stata una dura battaglia”, commentò allora la senatrice. Campione da maggio, segue il ddl sul patrocinio a spese dello Stato per i genitori delle vittime di femminicidio. Porta la sua prima firma la proposta che introduce nel codice penale il reato di violenza sessuale contro le donne usata come arma di guerra, tema che ha portato anche all’assemblea parlamentare dell’Osce a Vienna.
Un Consiglio ancora “al maschile”
Se fosse eletta, entrerebbe in un organo nel quale le donne sono sempre state una minoranza. Il Csm, insediato nel 1959, ha accolto le prime consigliere solo nel 1981: Cecilia Assanti e Ombretta Fumagalli Carulli, entrambe laiche. Per la prima togata, Elena Paciotti, si è dovuto attendere il 1986. Secondo Openpolis, fino al 2020 il Consiglio aveva ospitato in tutto appena 28 donne. Nella consiliatura in scadenza, al momento dell’insediamento, le consigliere elette erano dieci su trenta, quattro laiche e sei togate, a fronte di una magistratura composta per circa il 55 per cento da donne. Un divario, quello tra la base e il vertice della magistratura, che la soglia sulle candidature prova a ridurre e che la corsa di Susanna Donatella Campione riporta al centro un dibattito troppo spesso inascoltato.
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