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Cronaca

Caso Fakir, i periti: “Lo schiacciamento ha contribuito alla morte”. Polemiche sulle frasi dei poliziotti

"È schiattato" e "Ca… me ne frega a me" sarebbero alcune delle frasi registrate dalla body cam che indossava uno dei poliziotti

di Claudia Mari -


La compressione del corpo durante il fermo di polizia è stata una concausa della morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio nel quartiere Pilastro di Bologna. Senza quello schiacciamento, il decesso non si sarebbe verificato. È la conclusione dei periti della Procura nella relazione medico-legale, che individua tra i fattori determinanti anche l’assunzione di cocaina e le condizioni cardiache pregresse dell’uomo.

Morte di Fakir: per i periti la causa è l’asfissia

Secondo gli esperti, la causa della morte è stata l’asfissia. Fakir avrebbe avuto bisogno di una maggiore quantità di ossigeno a causa dell’agitazione e dell’assunzione di cocaina, sostanza che può compromettere la capacità respiratoria. La compressione del torace avrebbe impedito all’uomo di respirare adeguatamente, determinando il quadro fatale.

A riferire le conclusioni è stato Fabio Anselmo, legale della famiglia. “Se non fosse stato schiacciato queste ultime due condizioni non avrebbero portato alla morte”, ha spiegato l’avvocato, sottolineando il peso attribuito dai periti alla compressione esercitata durante il contenimento.

Criticità anche nei soccorsi

La relazione evidenzia inoltre problemi nella condotta del personale intervenuto per prestare assistenza. Secondo i consulenti dei pubblici ministeri, le procedure adottate non sarebbero state conformi ai protocolli dell’emergenza sanitaria, sia per la tempestività sia per l’efficacia delle manovre. Gli esperti precisano tuttavia che, anche con un intervento tempestivo e correttamente eseguito, le probabilità di sopravvivenza di Fakir sarebbero state intorno al 15%.

Il documento raccoglie gli esiti dell’autopsia e degli esami tossicologici e istologici. La Procura di Bologna dovrà ora valutarne le conclusioni nell’ambito dell’inchiesta aperta per omicidio colposo.

Le frasi registrate dalla bodycam

A suscitare ulteriori polemiche sono anche alcune espressioni pronunciate dagli agenti dopo il fermo, registrate dalla telecamera indossata da uno dei poliziotti: “È schiattato” e “Ca… me ne frega a me”. Le frasi sono riportate nella parte introduttiva della consulenza medico-legale.

Fakir era stato immobilizzato a terra in posizione prona, con il torace rivolto verso il suolo. Dopo l’intervento aveva smesso di respirare. I primi accertamenti autoptici avevano rilevato sangue nei polmoni e segni di schiacciamento, lasciando aperti gli interrogativi sul peso della compressione, della cocaina e delle patologie pregresse.

La relazione definitiva arriva dopo mesi di accertamenti e un confronto tra i consulenti delle parti, che avevano espresso valutazioni differenti sul ruolo della sostanza e sulle cause del decesso.

Spetta ora ai magistrati stabilire i prossimi passi dell’inchiesta e valutare l’eventuale rilevanza penale delle condotte degli agenti e dei soccorritori. I due poliziotti e i quattro operatori della Croce Rossa risultano iscritti nel registro delle annotazioni preliminari previsto per i casi in cui possa configurarsi una causa di giustificazione, senza essere formalmente indagati.


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