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Dolomiti prese d’assalto dai turisti asiatici

Hotel pieni, sentieri affollati abbigliamento inadeguato e cresce la tensione tra gli operatori

di Gianluca Pascutti -

@ANSAfoto


Le Dolomiti stanno vivendo una trasformazione senza precedenti. Negli ultimi anni il numero di visitatori provenienti dall’Asia è cresciuto rapidamente, portando nuove opportunità economiche ma anche problemi che stanno facendo discutere albergatori, residenti e operatori della montagna. Il fenomeno è particolarmente evidente in Alto Adige, dove alcune delle località più famose stanno registrando un aumento costante delle presenze internazionali. A trainare questa crescita sono soprattutto i social network, che hanno trasformato panorami iconici e punti fotografici in autentiche attrazioni globali.

Il boom del turismo asiatico

Le immagini delle Dolomiti hanno conquistato milioni di persone in tutto il mondo. Località come la Val di Funes, il Seceda e altre aree panoramiche sono diventate mete molto ricercate da turisti provenienti soprattutto da Corea del Sud, Cina e Giappone. La diffusione di fotografie e video sui social ha generato un effetto moltiplicatore. Sempre più viaggiatori scelgono infatti le montagne altoatesine per vedere dal vivo paesaggi diventati virali sul web. Il risultato è un aumento significativo degli arrivi e dei pernottamenti, con il mercato asiatico che ha assunto un peso sempre maggiore nel settore turistico locale.

La protesta degli albergatori

Se da una parte gli hotel registrano ottimi livelli di occupazione, dall’altra cresce il malumore di una parte degli operatori. Molti albergatori segnalano che i turisti asiatici prenotano con grande anticipo rispetto alla clientela tradizionale. Questo comportamento modifica gli equilibri storici del mercato turistico e rende più difficile trovare disponibilità per alcuni clienti abituali. La preoccupazione principale riguarda soprattutto i visitatori provenienti da Germania, Austria e Italia. Si tratta di un pubblico storicamente molto importante per il territorio e che spesso prenota le vacanze con tempi più brevi. Secondo diversi operatori, il rischio è quello di perdere una parte della clientela fidelizzata che frequenta le Dolomiti da decenni.

Il nodo del turismo “mordi e fuggi”

Un’altra questione riguarda la permanenza limitata di molti gruppi organizzati. Numerosi visitatori si fermano soltanto uno o due giorni prima di proseguire il viaggio verso altre destinazioni europee. Questo modello viene spesso definito turismo “mordi e fuggi”. Gli operatori del settore temono che tale tendenza possa aumentare la pressione sulle località più famose senza garantire gli stessi benefici economici generati da soggiorni più lunghi.

Sentieri affollati e problemi di sicurezza

L’aumento dei flussi turistici sta incidendo anche sulla gestione della montagna. In alcune aree particolarmente celebri si registrano affollamenti che fino a pochi anni fa erano impensabili. File nei punti panoramici e sentieri molto frequentati stanno diventando sempre più comuni durante i periodi di maggiore afflusso. Non manca poi la questione della sicurezza. Le Guide alpine segnalano casi di escursionisti che affrontano percorsi montani con un equipaggiamento non sempre adeguato alle condizioni dell’alta quota.

La sfida per il futuro delle Dolomiti

La crescita del turismo asiatico rappresenta una straordinaria occasione economica per le Dolomiti, ma evidenzia anche la necessità di una gestione sempre più attenta dei flussi. La vera sfida sarà trovare un equilibrio tra sviluppo turistico, tutela dell’ambiente e qualità dell’esperienza per i visitatori. Solo così le Dolomiti potranno continuare ad attrarre viaggiatori da tutto il mondo senza perdere quelle caratteristiche che le hanno rese una delle destinazioni più amate d’Europa.

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