Scuola e pensioni, chi paga la Manovra
Le opposizioni attaccano, non mancano frizioni in maggioranza
Il testo della legge di bilancio è appena diventato pubblico ed è già finito al centro di un duro scontro. L’angolazione dell’impianto economico evidenzia un netto contrasto per il rigore applicato a settori chiave per il futuro e la tutela sociale, come la scuola e la previdenza. Coinvolte pure le risorse destinate ad altri capitoli di spesa, in un clima di crescenti tensioni.
La scure sull’istruzione e il nodo del calo demografico
Mentre gli studenti scendono in piazza per protestare, i dati della manovra formalizzano un taglio complessivo di 6.974 posti. Sono suddivisi tra 4.925 unità in meno nelle dotazioni dell’autonomia scolastica e 2.049 nel personale Ata.
Questo intervento punta a generare risparmi per quasi 252 milioni di euro all’anno a partire dal 2028, con un primo recupero di 84 milioni già nel 2027.
Contemporaneamente, fa discutere la decisione di rivedere il riparto dei fondi per gli asili nido alla luce della denatalità. Su questo la responsabile scuola del Pd, Irene Manzi, ha criticato l’esecutivo sostenendo che “il governo non apre asili, aspetta che nascano meno bambini”.
Le reazioni
Non si sono fatte attendere. Il Pd accusa il governo di colpire la scuola “quando c’è da fare cassa”, il M5s definisce la misura “una vergogna assoluta” e Avs parla di “finanziaria dei ricchi”.
Anche sul fronte sindacale la Cisl, con la segretaria generale Daniela Fumarola, sollecita un confronto immediato per chiedere investimenti e personale anziché tagli contro le povertà educative.
In risposta alle polemiche, il vicepremier Matteo Salvini ha difeso i “miracoli” del ministro Valditara, mostrando tuttavia apertura verso eventuali migliorie in sede parlamentare.
Pensioni come riserva di cassa e sanità in allarme
Un altro consistente capitolo di risparmio, la nuova stretta sulla rivalutazione delle pensioni. Qui, l’adeguamento pieno all’inflazione resta garantito soltanto per gli assegni fino a 4 volte il minimo.
Questa misura trasforma la previdenza in una riserva da cui attingere. E si traduce in un risparmio stimato per lo Stato di 14,2 miliardi di euro in 10 anni. Sono 8,5 miliardi al netto degli effetti fiscali.
La scelta è stata attaccata dal capogruppo dem al Senato. Francesco Boccia contesta il ricorso a tagli su scuola e pensioni per finanziare altre priorità.
Un quadro di criticità che si allarga alla sanità. Le risorse destinate mantengono in allarme le Regioni e riaccendono le tensioni sul payback.
Inoltre, il taglio fiscale per il ceto medio viene limitato a un solo anno, mentre sale la flat tax per i lavoratori autonomi.
Di fronte a questo impianto, la Cgil guidata da Maurizio Landini giudica la manovra “al di là delle peggiori aspettative” e prosegue verso lo sciopero proclamato per il 20 novembre.
Le coperture, la sicurezza e il “tesoretto” per gli emendamenti
Tra le righe del testo compaiono la previsione di aumenti per le sigarette e la scelta di graziare i gestori delle slot machine. Sui temi di difesa e sicurezza la maggioranza mostra invece una linea comune, confermando l’impiego dei paracadutisti della Folgore a Milano fino a marzo e i finanziamenti per il programma della produzione del nuovo caccia.
Nel dibattito entra anche il tema della “previdenza dedicata” per le forze dell’ordine a seguito della tragedia dei militari in Bosnia. Il vicepremier Antonio Tajani la considera un “imperativo morale” per il quale annuncia battaglia anche mediante emendamenti.
Sul fronte bancario, Matteo Salvini non allenta la pressione e apre a possibili interventi aggiuntivi, mentre esprime scetticismo personale sulla misura relativa alle targhe personalizzate. Non cessano, quindi, le frizioni all’orizzonte della maggioranza.
La sessione di bilancio si avvia ora all’esame delle Camere con un “tesoretto” destinato alle modifiche parlamentari pari a 120 milioni di euro per il 2027 ed ulteriori 120 milioni per il 2028.
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