L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

La mente ha bisogno di una stanza vuota

di Adolfo Spezzaferro -


Un tempo era comune vedere qualcuno, come per esempio i nostri parenti più grandi, starsene in poltrona con un libro aperto, senza sentire il bisogno di controllare l’ora, le notizie in Tv. In quell’epoca remota si poteva mettere un vinile sul giradischi e ascoltarlo dall’inizio alla fine, nel silenzio di una stanza. Oppure sedersi davanti a un caminetto acceso e guardare il fuoco, lasciando che i pensieri prendessero strade senza alcuna destinazione.

Oggi questi gesti sembrano quasi eccentrici, di sicuro inconsueti. Abbiamo trasformato ogni pausa in un’occasione da riempire: un messaggio, una notifica, un video. Persino il riposo deve essere produttivo. E quando finalmente ci fermiamo, spesso ci accorgiamo che la mente non sa più come farlo. La lentezza non è semplicemente il contrario della velocità, è una diversa qualità. Dobbiamo concedere alle cose il diritto di durare più del necessario. Un romanzo chiede tempo perché alcune frasi devono sedimentare. Un disco ha silenzi, pause. Il fuoco non racconta una storia e proprio per questo permette alla nostra immaginazione di inventarne una.

Forse abbiamo dimenticato che la mente ha bisogno anche di spazi non occupati. È in quei vuoti che ricompaiono associazioni inattese, ricordi, domande. Il riposo mentale non coincide con l’assenza di pensieri, ma con il lasciarli in libertà. C’è poi una sottile ironia nel nostro tempo. Possediamo più strumenti per intrattenerci, ma abbiamo sempre meno pazienza, e subito scatta la noia. Abbiamo infinite playlist, ma raramente ascoltiamo un album per intero. Abbiamo librerie a portata di mano, ma poche occasioni in cui sederci a leggere senza interruzioni. Abbiamo schermi ad altissima risoluzione in grado di mostrarci ogni paesaggio, e tuttavia un caminetto può ancora incantarci per l’imprevedibile guizzo di una fiamma.

Recuperare la lentezza non significa cambiare vita, abbandonare la tecnologia. Significa, molto più semplicemente, difendere qualche minuto dalla tirannia dell’utilità. Una poltrona, un libro, un disco, un focolare. Insomma, anche la mente, come una casa, ha bisogno di una stanza vuota. Non per restarci per sempre, ma per poter respirare.

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