L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Google frena sull’IA a scuola: Gemini disattivato di default per milioni di studenti

Dopo le polemiche negli Stati Uniti e le pressioni delle amministrazioni scolastiche, il colosso di Mountain View cambia rotta

di Mauro Trieste -


Google fa un passo indietro. Dopo aver spinto con decisione l’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle piattaforme educative utilizzate da milioni di studenti, il colosso californiano ha annunciato che gli strumenti basati sull’IA verranno disabilitati per impostazione predefinita negli account scolastici. Una svolta che arriva in risposta alle crescenti critiche di amministratori, insegnanti e rappresentanti politici, preoccupati per la velocità con cui la tecnologia è stata introdotta nelle classi. La decisione riguarda una realtà che occupa una posizione quasi monopolistica nell’ecosistema digitale dell’istruzione. Gmail, Docs e Classroom sono strumenti quotidiani per milioni di alunni e docenti, mentre i Chromebook rappresentano i dispositivi più diffusi nelle scuole statunitensi. Quando Google modifica una funzione incide direttamente sulle modalità con cui una parte consistente del sistema educativo insegna, studia e valuta.

Gemini fuori dalle classi, almeno per scelta automatica

Secondo quanto annunciato dall’azienda, Gemini, Gemini Notebook, Gemini integrato in Classroom e altre funzionalità basate sull’intelligenza artificiale verranno disattivati per gli studenti dalla scuola primaria fino all’ultimo anno delle superiori, salvo diversa decisione degli amministratori scolastici. Il nuovo sistema sarà esteso progressivamente a livello globale, partendo dagli Stati Uniti. Mountain View non ha ancora indicato una data precisa per il completamento della transizione, ma il segnale è inequivocabile. Saranno le scuole a decidere se e come utilizzare questi strumenti. L’inversione di rotta è significativa perché arriva appena pochi mesi dopo la spinta impressa dall’azienda all’adozione dell’IA in ambito scolastico. Ad agosto Google aveva infatti esteso Gemini agli studenti attraverso Classroom, proponendo assistenza allo studio, quiz personalizzati, schede di ripasso e supporto guidato per i compiti.

Il nodo che inquieta le scuole: ricerca e IA ormai inseparabili

Il punto più controverso riguarda però l’intreccio sempre più stretto tra il motore di ricerca e l’intelligenza artificiale. Come ha ammesso Chris Phillips, vicepresidente di Google per il settore istruzione, “la ricerca e l’IA sono profondamente integrate”. Tradotto: per alcune scuole non sarà possibile separare nettamente le due dimensioni. Se un istituto decidesse di escludere l’IA dai dispositivi degli studenti, potrebbe ritrovarsi a limitare anche l’accesso a una parte dell’esperienza di ricerca offerta dal gigante. Un dettaglio che ha alimentato accuse di pressione indebita e abuso di posizione dominante.

Le accuse: “Google vuole imporre l’IA nelle scuole”

Tra le voci più critiche c’è quella di Zohran Mamdani, che ha accusato l’azienda di sfruttare il proprio peso nel settore educativo per rendere inevitabile l’adozione dell’intelligenza artificiale. “Nessuna azienda dovrebbe avere il potere di stabilire come dobbiamo istruire i nostri figli”, ha scritto sui social, denunciando quello che considera un tentativo di orientare dall’alto le scelte educative delle scuole pubbliche. Anche i senatori Richard Blumenthal e Josh Hawley hanno chiesto chiarimenti a Google dopo la decisione di attivare in modo predefinito alcune funzionalità IA sui dispositivi scolastici.

New York e Los Angeles alzano le difese

La pressione politica è stata accompagnata da quella delle grandi amministrazioni scolastiche. A settembre New York e Los Angeles hanno annunciato misure per limitare l’uso degli strumenti di intelligenza artificiale sui dispositivi forniti agli studenti. Google sostiene che le nuove impostazioni concedano alle scuole “più scelta, non meno”. Ma la retromarcia certifica una realtà che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile. Anche uno dei gruppi tecnologici più potenti del pianeta è stato costretto a rallentare davanti alle resistenze del mondo dell’istruzione. Lo scontro non riguarda soltanto Gemini o i chatbot. In gioco c’è una questione molto più ampia. Chi deciderà come l’intelligenza artificiale entrerà nelle scuole del futuro? Le aziende che sviluppano la tecnologia o le istituzioni chiamate a educare le nuove generazioni?

Leggi tutte le news di Attualità


Torna alle notizie in home