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Mattarella: la mappa di tutte le guerre invisibili

di Angelo Vitale -


Mentre i palinsesti hanno ormai smaltito le fanfare e il rito dei picchetti d’onore, le parole dette dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Festa del IV Novembre lasciano sul campo un’amara certezza: la guerra ha cambiato pelle e l’Italia non può permettersi di farsi trovare impreparata.

Le parole di Mattarella

Nel discorso davanti ai futuri quadri delle Forze Armate, il Capo dello Stato ha strappato la patina di retorica che tradizionalmente avvolge la celebrazione piantando un paletto d’allarme.

Il nemico non si presenta più soltanto con la ferocia dei cingoli e dei bombardamenti convenzionali. La vera offensiva si gioca in una dimensione sotterranea, silenziosa ma devastante, capace di paralizzare un Paese prima ancora che venga sparato un solo colpo di fucile.

La mappa delle guerre invisibili

Il presidente lo ha scandito senza anestesia diplomatica, puntando il dito contro «la disinformazione diffusa, la competizione nello spazio, la dimensione cibernetica, l’uso pervasivo dell’Ai e dei sistemi autonomi, domini in cui atti di aggressione risultano in preoccupante e progressiva espansione».

È la spietata radiografia di una minaccia invisibile, dove l’algoritmo diventa arma offensiva e la manipolazione dell’opinione pubblica mina alla radice la tenuta democratica. Una mutazione genetica del conflitto che svela il fallimento delle illusioni della nostra epoca. La diagnosi del Colle non concede alibi: «Ci troviamo in un mondo che, a differenza di qualche anno addietro, si presenta complesso, con scenari non sempre prevedibili. E’ vero, si può dire, con un grado di maturità inferiore a quello che si immaginava potesse avere dopo i decenni passati».

Una sentenza severa che boccia un’epoca incapace di custodire la pace e smaschera la miopia di chi si ostina a misurare la sicurezza con le vecchie categorie del Novecento. Di fronte a questa aggressione asimmetrica, le sole frontiere nazionali rappresentano un’illusione ottica.

La “nuova” Difesa

«Appare urgente, in questo senso, l’avvio di una difesa comune europea, complementare all’Alleanza Atlantica», ha incalzato Mattarella, spingendo per un salto di qualità politico e tecnologico che non ammette più i cronici ritardi dei singoli Stati.

L’etica delle Forze Armate è chiamata a reggere l’urto di questo fronte invisibile. La trincea tecnologica necessita però di un’ancora morale inossidabile. Presidiare la sicurezza moderna significa applicare i principi costituzionali di «una Repubblica volta alla pace, unico baluardo «per evitare che la barbarie sia il criterio di comportamento della vita internazionale».

Il monito di Mattarella è netto: le nuove guerre viaggiano sul filo della fibra ottica e dei segnali satellitari. Lì si decide la nostra sopravvivenza.

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