Zes unica, aerospazio e transizione verde: Italia e Cina cercano la via degli investimenti
Forum Internazionale Italia-Cina 2026 alla Link Campus University nel 56° anniversario delle relazioni diplomatiche
Trasformare un anniversario diplomatico in una occasione concreta di affari. È proprio questa l’ambizione del Forum internazionale Italia-Cina 2026, che si è chiuso ieri, venerdì 6 novembre nell’Antica Biblioteca della Link Campus University, a 56 anni esatti dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra Roma e Pechino, nel 1970.
L’iniziativa, ideata e moderata da Angelica Bianco, amministratrice delegata di Bianco Consulting, puntava a far conoscere agli investitori cinesi la Zes unica, la Zona economica speciale che dal 2024 riunisce le otto regioni del Mezzogiorno e che da novembre 2025 comprende anche Marche e Umbria.
Dopo la sessione istituzionale di giovedì al Senato, promossa dal senatore Antonio Salvatore Trevisi, la seconda giornata ha riunito diplomatici, atenei, imprese e organismi internazionali. Ad aprirla è stato l’amministratore delegato della Link, Giovanni Mearelli, che ha indicato nell’università il luogo d’incontro tra ricerca, formazione e sviluppo.
Il parallelo con Hainan
Li Xiaoyong, vice capo missione dell’Ambasciata della Repubblica popolare cinese, ha accostato la Zes unica al Porto franco di Hainan, l’isola che da dicembre 2025 opera interamente come area doganale speciale. Due realtà diverse per scala e maturità, ha osservato, ma guidate dalla medesima logica: “aprire, semplificare e attrarre investimenti”.
Il diplomatico ha indicato nei porti un possibile terreno comune e ha insistito sulla formazione e sulla mobilità dei giovani. Per Unido Itpo Beijing, l’ufficio delle Nazioni Unite che promuove investimenti e trasferimento tecnologico, Mengzhen Shi ha delineato possibili collegamenti tra poli produttivi cinesi e aree della Zes in rinnovabili, digitale, automotive, biotecnologie e agricoltura sostenibile, in coerenza con l’Agenda Onu 2030.
Sulla stessa linea Zhu Fangfang, direttrice generale di Beijing Shang Innovation, e Gao Shuai, presidente dell’Aseci, che ha chiesto rapporti fondati su fiducia e reciprocità.
Aerospazio, capitali e università
Raimondo Grassi, presidente di Tea Aerospace, ha descritto l’aerospazio come uno dei settori più promettenti per il Paese, già in dialogo con la Cina, e ha visto nella Zes una leva per attrarre investimenti in satelliti, intelligenza artificiale e sistemi aeronautici avanzati, con lavoro altamente qualificato.
Più prudente Ubaldo Livolsi, alla guida di Livolsi & Partners: gli incentivi fiscali, ha avvertito, “da soli, non bastano”. Occorrono anche reti infrastrutturali, norme stabili e progetti credibili. Michele Pigliucci, docente della Link ed esperto della Struttura di missione Zes, ha definito il sistema universitario il “fulcro strategico” dello strumento, mentre Marco Vingione di Banca Generali ha sottolineato l’esigenza di mettere in rete capitali, imprese e competenze.
L’avvocato Alessandro De Luca ha proposto di andare oltre il semplice scambio commerciale, con progetti comuni in cui costi e ricavi siano condivisi. Hanno portato la propria esperienza anche imprenditori cinesi attivi in Italia, tra cui Chen Yi Zheng di Xinyue, Ye Yongxu e Zhou Xiaoping di Hotel Adler.
La “super Zes” pugliese
Grande attenzione per il progetto illustrato da Manlio Guadagnuolo, segretario generale del Tecnopolo Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile: una Net Zero Valley in Puglia, distretto dedicato alle tecnologie a emissioni zero, concetto che richiama le “valli di accelerazione” previste dal regolamento europeo sull’industria a zero emissioni nette. Su incarico del Governo, ha spiegato, si sta lavorando a perimetro, piano strategico e ulteriori semplificazioni e agevolazioni, per dar vita a una “super Zes” destinata soprattutto a capitali esteri.
Alfredo Carmine Cestari, presidente della Camera di commercio ItalAfrica Centrale, ha allargato lo sguardo all’Africa, dove infrastrutture e investimenti responsabili possono aprire spazi a una cooperazione a tre. Le traduzioni, affidate a Francesca Wang ed Ester Lu, hanno reso possibile il dialogo tra le due delegazioni.
A chiudere è stata Angelica Bianco, che ha ringraziato relatori e istituzioni e ha indicato la prossima tappa: tradurre il confronto in partnership, investimenti e occupazione, soprattutto giovanile, perché il futuro “non si limiti a passare dall’Italia, ma scelga di investire qui”.
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