Gualtieri al bis tentato, prove di campo largo
Il sindaco annuncia la ricandidatura aprendo a chi gli si è opposto in tutti questi anni
Elly Schlein con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri
Roberto Gualtieri rilancia la sua scommessa su Roma, ma la cartolina dell’Auditorium della Capitale nasconde un passaggio politico per la coalizione che fin qui lo ha sostenuto.
Il tentativo di bis di Gualtieri
Sarà una “marcia trionfale”? I presupposti e l’attualità raccontano un “campo largo” che a livello capitolino semplicemente non esiste. In Campidoglio Azione – oggi già alla prova di un centro autonomo – e Movimento 5 Stelle gli hanno fatto un’opposizione spietata. Due opposizioni non da destra, incapaci di condividere la maggioranza e divisi persino tra loro su come governare la città.
Il fuoco incrociato contro il Campidoglio ha puntato a smontare punto su punto la narrazione del rinascimento romano. I pentastellati gli hanno giurato guerra sull’eresia ambientale del termovalorizzatore di Santa Palomba. Azione lo ha accusato all’opposto di lentezza ed esitazione.
Ma è sulla carne viva della città che le accuse si sono saldate in un unico atto d’incriminazione. L’addizionale Irpef ai massimi, il collasso ciclico del trasporto Atac, la gestione disastrosa dei rifiuti e la paralisi da cantieri. Per queste opposizioni, la prova di una Giunta che chiede sacrifici fiscali senza restituire servizi decorosi.
Un banco di prova
Ricomporre questo strappo prima del voto appare un esercizio di pura alchimia politica. Gualtieri confida di riassorbire le proteste un voto alla volta, ma far convivere chi esige i termovalorizzatori e chi li considera un crimine ecologico è una missione impossibile.
Senza una resa dei conti spietata su tasse, opere e mobilità, il “campo largo” romano resta una finzione da palcoscenico destinata a schiantarsi sul primo Bilancio di previsione. Tutto ciò, ovviamente, se la manovra di una nuova coalizione già benedetta da Elly Schlein dovesse risultare vincente nelle urne.
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