La gogna prima della sentenza, gli italiani e la giustizia
Un sondaggio presentato agli Stati generali dei Garantisti
La gogna prima della sentenza: l’incubo di finire nel tritacarne giudiziario e mediatico negli esiti di un sondaggio.
Quale giustizia?
Prima ancora di varcare la soglia di un tribunale, l’indagato in Italia rischia di aver già perso tutto: travolto dal fango mediatico e abbandonato da uno Stato verso cui non ripone più alcuna fiducia. È l’affresco che emerge dal sondaggio Only Numbers presentati agli Stati generali dei garantisti. Nelle risposte degli italiani, la presunzione di innocenza e la tutela del cittadino appaiono drammaticamente violate.
La prima condanna scatta in televisione e sui giornali. Il 50,4% degli italiani ritiene che la stampa calpesti la presunzione d’innocenza. E descrive chi è sotto indagine come già colpevole prima di qualsiasi processo.
A questo si aggiunge un 58,7% di cittadini convinto che i media condizionino direttamente l’esito dei giudizi.
Emerge il ritratto di una giustizia parallela, spietata e spettacolarizzata, che emette sentenze inappellabili nell’arena pubblica.
La solitudine di fronte al tritacarne
Una solitudine ancora più cupa di fronte alle istituzioni. Se dovessero trovarsi indagati in prima persona o vedere coinvolto un familiare, il 30,7% degli italiani dichiara che non si fiderebbe di nessuno.
Il crollo di fiducia verso chi dovrebbe garantire la giustizia è verticale. Appena l’8,9% riporrebbe la propria fiducia nella magistratura. Una identica quota (8,9%) si fiderebbe dei reparti investigativi delle forze dell’ordine.
Inoltre, il 43,4% degli intervistati esprime aperta sfiducia nell’equità della polizia giudiziaria durante la fase delle indagini.
Non un timore astratto, per chi ha vissuto l’effetto di un’esperienza concreta. Tra quel 18,6% di italiani che ha avuto un contatto diretto con un procedimento giudiziario, il 50,3% ne conserva un ricordo amaro e negativo, a prescindere da come sia andata a finire.
La fotografia di un complessivo tritacarne da cui è quasi impossibile uscire indenni.
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