Messi, l’ultimo saluto all’Argentina: «Non ho più niente da dare»
Lionel Messi saluterà la nazionale argentina il 6 ottobre, nell’amichevole contro il Benin al Monumental di Buenos Aires. Sarà la partita di commiato dopo il ritiro annunciato su Instagram il 31 agosto. L’addio riguarda soltanto l’Argentina: continuerà a giocare con l’Inter Miami.
«Ho dato tutto, non ho più niente da dare», ha scritto ai tifosi, spiegando di voler lasciare spazio alle nuove generazioni. Ma è nella nota conclusiva del messaggio che emerge il passaggio più personale della sua scelta.
La decisione prima del lutto
Messi precisa di aver scritto quelle parole il 21 luglio, due giorni dopo la finale mondiale persa contro la Spagna. Poi aggiunge: «Oggi, dopo quello che è successo a mio papà, sono ancora più convinto di prima».
La morte del padre ha dunque rafforzato una decisione già maturata. Nel post convivono il dolore di lasciare e la consapevolezza di aver concluso il proprio percorso: Messi ringrazia la famiglia, i compagni e i tifosi, ai quali promette di continuare a sostenere l’Argentina da fuori dal campo.
Non è la prima volta che annuncia l’addio. Ma dieci anni fa, dietro quella scelta, c’era una storia ancora irrisolta.

Messi vinceva, ma il paragone era sempre Diego
Con il Barcellona conquistava tutto. Con l’Argentina, ogni sconfitta riapriva il confronto con Maradona e con il Mondiale del 1986. Anche il suo carattere riservato diventava un argomento per chi ne metteva in discussione la leadership.
Tra il 2014 e il 2016 arrivarono tre finali perse: il Mondiale contro la Germania e due Copa América contro il Cile. Nell’ultima Messi sbagliò uno dei rigori decisivi e annunciò il ritiro dalla nazionale. Aveva ventinove anni, nessun titolo con la selezione maggiore e un’altra occasione mancata.
Tornò poche settimane dopo. Le vittorie che avrebbero cambiato il suo rapporto con l’Argentina erano ancora lontane.
Cinque anni d’attesa, poi la coppa più importante
Il primo successo arrivò a 34 anni: Copa América 2021, finale contro il Brasile al Maracanã, gol decisivo di Ángel Di María. Dopo cinque anni dal ripensamento, Messi vinse finalmente con la nazionale maggiore.
Diciassette mesi dopo conquistò il Mondiale in Qatar, segnando due volte nella finale contro la Francia, vinta ai rigori. La coppa che aveva alimentato per anni il confronto con Maradona era finalmente anche sua. Nel 2024 arrivò una seconda Copa América.
L’ultimo tentativo mondiale, nel 2026, si è fermato invece in finale: otto gol e quattro assist a 39 anni non sono bastati per il bis. La Spagna ha vinto 1-0 ai supplementari.
Nel messaggio del 31 agosto Messi rivendica però anche gli anni senza trofei: ha sempre dato tutto, scrive, non soltanto quando ha cominciato a vincere. È il filo che lega i suoi due addii: nel 2016 lasciava dopo l’ennesima delusione; oggi saluta con la tranquillità di aver regalato all’Argentina i successi che inseguiva.
Il saluto al Monumental: data e diretta
Argentina-Benin si giocherà martedì 6 ottobre 2026 al Monumental di Buenos Aires. Per seguirla dall’Italia, restano da verificare l’orario del calcio d’inizio e la copertura televisiva o in streaming: al 22 settembre non sono state reperite conferme sufficienti per indicare un canale o una piattaforma.
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