Il caso di quegli strani suicidi a Garlasco e nelle vicinanze. La moglie di Ferri chiede nuove indagini
Complessivamente, tra Garlasco e i comuni limitrofi, sono una decina le morti per suicidio o considerate anomale che hanno alimentato interrogativi negli anni successivi al delitto Poggi
La morte di Giovanni Ferri, tra gli strani suicidi che hanno avuto luogo a Garlasco, torna all’attenzione della Procura di Pavia dopo 16 anni. La moglie dell’ex meccanico, trovato senza vita nel novembre 2010, ha presentato una denuncia per omicidio volontario contro ignoti. La vicenda riaccende l’attenzione su una serie di morti avvenute a Garlasco e nei comuni limitrofi negli anni successivi all’omicidio di Chiara Poggi. La denuncia è stata formalizzata nel pomeriggio di ieri attraverso l’avvocato Fabrizio Gallo. A dare la notizia è stata la trasmissione televisiva Mattino Cinque, riportando la decisione della donna di rivolgersi alla magistratura per chiedere nuovi accertamenti sulle circostanze della morte del marito.
La morte di Giovanni Ferri e i dubbi della famiglia
Giovanni Ferri, ex meccanico in pensione, venne trovato morto nel novembre 2010. Il corpo si trovava all’interno di una stretta intercapedine, larga non più di 50 centimetri, e presentava ferite da taglio al collo e agli arti superiori. Il decesso venne classificato come suicidio, una conclusione alla quale i familiari non hanno mai creduto. La Procura di Pavia potrebbe ora valutare l’opportunità di disporre nuovi accertamenti, anche attraverso una consulenza sul materiale autoptico dell’epoca. Un primo passaggio potrebbe riguardare la ricognizione dei reperti ancora disponibili, per verificare se esistano elementi utili a ricostruire con maggiore precisione la dinamica della morte. La presentazione della denuncia, tuttavia, non comporta automaticamente la riapertura delle indagini né dimostra che Ferri sia stato vittima di un omicidio.
Da Corrado Cavallini a Michele Bertani: gli altri suicidi a Garlasco
Il caso Ferri riporta l’attenzione anche su altri decessi avvenuti a Garlasco e nelle vicinanze dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Tra le vicende più discusse figura quella di Corrado Cavallini. Medico di base a Garlasco, fu trovato morto nella propria abitazione di Vigevano nel 2012. Cavallini era il medico sia della famiglia Sempio sia di Giovanni Ferri. Una circostanza che ha alimentato interrogativi su eventuali collegamenti tra le due morti. Nel 2016 morì anche Michele Bertani, amico d’infanzia di Andrea Sempio. Il suo decesso, classificato come suicidio, è tornato al centro dell’attenzione mediatica insieme a quello di Ferri e Cavallini. Complessivamente, tra Garlasco e i comuni limitrofi, sono una decina le morti per suicidio o considerate anomale che hanno alimentato interrogativi negli anni successivi al delitto Poggi.
La denuncia della moglie di Ferri apre nuovi interrogativi
La novità è rappresentata dalla decisione della moglie di Giovanni Ferri di affidare formalmente alla magistratura i dubbi che accompagnano la morte del marito da quasi sedici anni. Spetterà ora alla Procura di Pavia valutare se gli elementi contenuti nella denuncia giustifichino ulteriori approfondimenti e se sia possibile recuperare materiale utile a riesaminare il caso. L’eventuale avvio di nuovi accertamenti potrebbe contribuire a chiarire le circostanze della morte dell’ex meccanico. Il sospetto che aleggia in chi non crede nel suicidio è che l’uomo possa essere entrato in qualche modo a conoscenza di particolari sull’omicidio di Chiara Poggi. Soltanto l’emergere di elementi concreti potrebbe giustificare ulteriori approfondimenti su un eventuale collegamento con il delitto di Garlasco.
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