Gli “affari” di Lavitola e Ranucci: l’inchiesta si allarga
Lenta, ma stringente la morsa della Procura alla ricerca di tutte le verità sulla vicenda
Nelle ultime ore, favorita da un accorto flusso di indiscrezioni investigative da Piazzale Clodio, un cambio di passo sostanziale nell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci confessato da Valter Lavitola.
Ranucci – Lavitola: l’inchiesta si allarga
Il focus degli accertamenti ha superato la sola ricostruzione materiale dell’evento-attentato. Punta a un livello più profondo: la mappa degli interessi, dei rapporti economici e delle relazioni d’affari.
Le chat e le conversazioni cancellate non rappresentano più soltanto un interrogativo tecnico sulla notte dell’attentato, ma la porta d’accesso a un perimetro d’indagine più ampio e articolato.
Il faro su conti, fondi e relazioni d’affari
L’attenzione degli inquirenti si sta concentrando in modo stringente sui flussi finanziari, sui conti e sui movimenti di denaro riconducibili a Lavitola, estendendo gli approfondimenti alla rete di contatti e alle possibili cointeressenze.
Il sospetto su cui si concentrano i rilievi riguarda il ruolo che le interlocuzioni e i rapporti tra i due possano aver avuto nel favorire o incrociare specifici contesti economici. Un’analisi documentale e patrimoniale destinata a vagliare ogni singola operazione rimasta in ombra.
Dalle indiscrezioni ai riscontri formali
Questo cambio di rotta segna il passaggio da una fase preliminare a una verifica finanziaria e analitica a tutto campo.
I vuoti comunicativi e le trattative di sottofondo diventeranno la traccia su cui misurare la tenuta delle ricostruzioni emerse finora, ponendo sia Lavitola sia Ranucci di fronte alla necessità di chiarire l’esatta natura e l’origine di ogni passaggio economico finito sotto la lente della magistratura.
Lo scenario mediatico
Di interesse, a nostro avviso, pure il sempre più evidente richiamo a Ranucci – in questo scenario – che finora, come un disco rotto, l’ex conduttore di Report e la sua stessa ex redazione indicavano in una character assassination attribuibile ai soli giornali “di destra”.
Senza filtri – da giorni, qualcuno da settimane – anche il “giornalismo d’inchiesta” di quotidiani “progressisti” scrive espressamente di magistrati non convinti dalle parole di Lavitola ma anche di quelle di Ranucci.
E della prossima audizione in Procura del giornalista come la soglia di un ampio e approfondito esame di quanti finora detto – poco – e di quanto – molto – non chiarito da entrambi.
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