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Esteri

Spagna, ragazza trans sepolta con il nome maschile: indagati i genitori

di Francesca Petrosillo -


Una ragazza transgender di 21 anni è stata sepolta con il nome ricevuto alla nascita e con una fotografia precedente alla transizione. La vicenda, avvenuta in Spagna, è ora al centro di un’indagine giudiziaria. I genitori adottivi della giovane sono indagati e la magistratura dovrà accertare se il loro comportamento possa configurare un reato d’odio commesso dopo la morte.

La giovane si chiamava Daniela M.S., era nata in Cile ed era stata adottata da una coppia spagnola residente nella provincia di Alicante. Nel 2021 aveva completato legalmente il cambio della propria identità. È morta suicida nel 2022, quando aveva 21 anni.

Daniela sepolta con il nome maschile

Dopo la morte, Daniela è stata sepolta nel pantheon di famiglia ad Aspe. Sulla lapide, però, sarebbe stato utilizzato il nome registrato alla nascita insieme a una fotografia che la ritraeva prima della transizione.

Il caso è arrivato alla magistratura dopo una denuncia presentata dall’associazione Euforia Familias Trans Aliadas. Secondo l’esposto, la scelta dei genitori sarebbe stata consapevole e avrebbe avuto l’effetto di negare pubblicamente l’identità di genere della giovane.

La Procura ha quindi chiesto che i genitori vengano ascoltati come indagati. Gli inquirenti intendono inoltre acquisire i documenti relativi al cambio legale del nome e quelli riguardanti la sepoltura.

L’ipotesi di un reato d’odio

Secondo Saul Castro, legale dell’associazione Euforia, la vicenda potrebbe rappresentare un caso particolarmente significativo per la tutela della dignità delle persone transgender anche dopo la morte.

La denuncia ricostruisce inoltre il difficile rapporto che Daniela avrebbe avuto con la famiglia negli anni precedenti. La giovane avrebbe affrontato discriminazioni e momenti di forte difficoltà personale.

Nell’aprile del 2022 avrebbe cercato nuovamente un contatto con i genitori, con i quali era previsto un incontro a Santander. Secondo quanto raccontato dagli amici a El País, tuttavia, i genitori non si sarebbero presentati. Il giorno seguente Daniela si tolse la vita.

La Procura di Alicante apre l’indagine

La Procura di Alicante ritiene che possano esserci elementi sufficienti per approfondire il caso. Al centro dell’inchiesta c’è la possibile volontà di umiliare e cancellare pubblicamente l’identità della ragazza.

Saranno ora gli accertamenti giudiziari a stabilire se quanto avvenuto dopo la morte di Daniela possa effettivamente integrare un reato d’odio.


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