Amato benedice la nuova legge elettorale: “Molti fanno come il Pci, ciò che non piace è incostituzionale”
La nuova legge elettorale incassa il sostanziale via libera di Giuliano Amato. L’ex presidente del Consiglio e presidente emerito della Corte Costituzionale promuove l’impianto della riforma. L’unica eccezione riguarda le perplessità su una delle disposizioni più controverse: l’aumento delle firme necessarie per presentare le liste.
“Se c’è una cosa che può meritare censura è la questione delle firme che erano millecinquecento e sono state portate a seimila: è ai margini dell’irragionevolezza. Forse è un dispetto a qualcuno”, ha osservato Amato. Per il resto, Amato non entra nel merito delle singole novità, ma riconosce la possibilità che il nuovo sistema funzioni. La sostanza politica delle sue parole è infatti questa.
E non è di poco conto in attesa degli annunciati ricorsi sui quali si dovrà esprimere proprio quella Corte costituzionale, della quale Giuliano Amato è stato presidente. Per il resto, Amato non entra nel merito delle singole novità, ma riconosce la possibilità che il nuovo sistema funzioni. La sostanza politica delle sue parole è infatti questa. “Molti fanno con questa legge elettorale quello che faceva il Pci che diceva che tutto quello che non gli piaceva era incostituzionale”, ha poi aggiunto.
Il nodo delle firme verso le politiche del 2027
Nel corso dell’iter parlamentare della nuova legge elettorale proprio gli aspetti relativi alla costituzionalità della riforma sono stati infatti tra i più dibattuti. Dal premio di maggioranza alla soglia del 42% per raggiungerlo, passando l’obbligo per le coalizioni di indicare il candidato premier al momento della presentazione del programma.
E, ovviamente, per l’aumento delle sottoscrizioni necessarie a partecipare alle elezioni per i partiti che non hanno alcuna rappresentanza parlamentare. Una norma che il centrodestra giustifica con la necessità di porre un freno alle cosiddette liste civetta il cui effetto principale è quello di inquinare il risultato del voto. Ad ogni modo, la nuova precisione ha già iniziato a produrre i primi effetti. Sia la maggioranza che l’opposizione stanno infatti ‘prestando’ propri esponenti a formazioni che non hanno alcun deputato o senatore per consentirgli di creare delle componenti nel gruppo Misto.
È il caso del Psi di Maraio che insieme a Progetto Civico di Onorato ha ‘adottato’ il senatore Nave dal Movimento 5 Stelle. Ma anche di Sud chiama Nord di Cateno De Luca che ha dato vita a una propria compagine alla Camera con l’aiuto di alcuni deputati eletti con Fratelli d’Italia. Un escamotage grazie al quale le firme necessarie si riducono di un quarto, da 6 mila 1500 per collegio. E senza dubbio fino alle elezioni assisteremo ancora alla nascita di altre componenti.
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