Il bando tipo non piace ai balneari: “Un suicidio per il Paese”
Il duro j'accuse di Capacchione (Sib): "Il bando è del tutto insufficiente"
Il bando tipo per le concessioni balneari non piace per niente agli operatori e il Sib denuncia: “Sarà un suicidio per il Paese”. Le dure parole di Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari Fipe-Confcommercio sono arrivate nell’ambito dell’evento Italia economia del turismo organizzato dal Ministero. L’intervento di Capacchione si rivela estremamente scettico rispetto al bando e alle gare per le concessioni e non nasconde tutti i dubbi degli operatori e delle imprese del comparto.
Il bando non piace ai balneari: “Un suicidio”
Capacchione ha attaccato a testa bassa. “Un suicidio del Paese avviare, nelle prossime settimane, decine di migliaia di gare nei 645 comuni costieri per il trasferimento coattivo delle porzioni di demanio. E, con queste, le aziende sulle quali insistono, in assenza di un quadro normativo chiaro e uniforme”. Dunque ha proseguito. “Il bando tipo annunciato dal Governo è del tutto insufficiente se non viene accompagnato da interventi legislativi che aggiornino il Codice della navigazione del 1942 che, ancora oggi, disciplina la materia”.
Il nodo Bolkenstein
I numeri del turismo, poi, rappresentano per il Sindacato dei Balneari una ragione a loro sostegno nella battaglia delle concessioni. “Segnaliamo anche in questa occasione che la spada di Damocle pende sul turismo e, per il peso che esso ha, sull’ economia nazionale, sul futuro del Paese – ha proseguito Capacchione -. Ci aspettiamo che il Governo e le Istituzioni intervengano per evitare questo terremoto che potrebbe essere esiziale per il turismo e l’economia nazionale. Con il 39,2% (dati Istat) delle presenze turistiche complessive il segmento mare è il comparto più rilevante del turismo italiano”, ha spiegato. Dunque ha concluso: “L’incremento del 6% (dati del Ministero del Turismo) delle presenze turistiche dall’estero in questa estate sono la conferma del successo di questo modello di balneazione attrezzata e che le aziende attualmente operanti sono efficienti e di qualità. Il loro futuro e quello del turismo nazionale, però, è a rischio per l’irrisolta questione della Direttiva Bolkestein”.
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