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Economia

Boom della nautica Made in Italy, fatturato raddoppiato

Il comparto tricolore tiene a dimostrare che il valore aggiunto e la qualità su misura rimangono la protezione più solida contro le turbolenze dei mercati

di Dave Hill Cirio -


Rotta verso il futuro: il boom della nautica italiana tra numeri record e il nodo dei talenti. Tra crescita a doppia cifra e fiuto sartoriale, i cantieri italiani raddoppiano il fatturato in dieci anni. Ma la vera sfida per la filiera si gioca sul capitale umano.

Una eccellenza del Made in Italy

Mentre le acque dell’economia globale rimangono agitate tra tensioni geopolitiche e dazi commerciali, un’eccellenza del Made in Italy continua a navigare a gonfie vele: la cantieristica nautica e navale.

Nel decennio 2016-2025, la filiera ha fatto registrare una prestazione straordinaria, più che raddoppiando il proprio fatturato (+115,8%) e spingendo l’export a un netto +122,9%.

Un comparto in salute

L’Indagine dell’Area Studi Mediobanca ritrae un settore in salute. Le 141 principali aziende manifatturiere del comparto hanno archiviato il 2025 con 14,8 miliardi di euro di ricavi (+10,8%). Le stime dicono di una ulteriore crescita del +2,6% per il 2026, trainata ancora dalle vendite all’estero (+3,2%).

Nemmeno i dazi americani fermano la flotta. Di fronte alle barriere commerciali negli Usa, il 58,8% delle imprese esportatrici ha difeso le proprie quote. E mantiene inalterati i prezzi senza subire cali nei volumi

La chiave di questo successo non sta nelle guerre al ribasso. La competitività di prezzo è rilevante solo per l’1,9% delle aziende, ma nell’alta sartoria industriale.

Il vero motore è la personalizzazione dell’offerta (82,7%), unita alle competenze del personale (76,9%), all’innovazione e al valore reputazionale del brand.

Il collo di bottiglia

Tuttavia, il comparto affronta un insidioso collo di bottiglia, la carenza di personale. Il 91% delle imprese segnala difficoltà nel reperire lavoratori. E il 79% evidenzia un mismatch tra le competenze disponibili e le esigenze tecniche e operative della produzione.

Per rispondere a questa sfida, i cantieri puntano su due fattori. Da un lato, i giovani attratti con formazione, welfare e flessibilità. Dall’altro, il ricorso a manodopera straniera (75%) per colmare il deficit di competenze.

Nel panorama, una forte impronta familiare: il 63,3% ha un azionista di maggioranza familiare. in questo quadro, la nautica tricolore tiene a dimostrare che il valore aggiunto (+134,9% nel decennio) e la qualità su misura rimangono la protezione più solida contro le turbolenze dei mercati.

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