La famiglia italo-americana Viola trionfa nel Kentucky Derby 2026
Il Cavallo Golden Tempo arriva primo e l'allenatrice Cherie DeVaux diventa la prima donna a firmare la famosa Corsa per le Rose
Kentucky Derby 2026: come funziona la corsa più famosa d’America
Il cavallo della famiglia Viola, Golden Tempo, quotato 23-1 alla partenza e quindi considerato sfavorito (long shot), ha stupito il mondo delle corse vincendo il Kentucky Derby 2026.
Questa vittoria, insieme ai due recenti campionati della Stanley Cup Finals (la finalissima di Hockey sul ghiaccio del nord America) della famiglia con la squadra Florida Panthers, consolida il loro posto tra le forze sportive più vincenti dell’America.
Il Derby si è svolto il 2 maggio a Churchill Downs, a Louisville, Kentucky.
Per entrare nei 20 posti disponibili al cancello di partenza, i cavalli devono accumulare punti partecipando a una serie di gare preparatorie dal mese di settembre sino ad aprile.
Le sfide assegnano punti ai primi cinque classificati e le competizioni di marzo-aprile sono le più pesanti e offrono fino a 100 punti al vincitore.
Esistono tre percorsi separati per qualificarsi al Derby. La strada principale è quella composta dalle corse in Nord America, poi abbiamo la Japan Road, formata da quattro gare in Giappone e la Euro/MidEast Road, ossia dieci sfide tra Inghilterra, Irlanda, Emirati Arabi Uniti e Francia.
La prova si corre su un percorso di 1 miglio e ¼ (circa 2.012 metri) sulla pista in sabbia di Churchill Downs a Louisville ed il campo è limitato a 20 cavalli.
Dal ritiro di Great White al trionfo di Golden Tempo
Il momento del caricamento nei box della 152ª edizione del Kentucky Derby è stato segnato dall’incidente che ha coinvolto Great White, l’outsider che molti osservatori consideravano pronto per una vittoria. Great White doveva inizialmente partire come riserva, ma entrato ufficialmente in gara dopo il ritiro di un altro concorrente, proprio mentre gli addetti stavano ultimando le operazioni per posizionarlo nel ventunesimo stallo, ha mostrato segni di forte nervosismo. Si è quindi impennato improvvisamente e violentemente e non trovando appoggio, il purosangue è caduto all’indietro. Nonostante il cavallo si sia rialzato quasi subito, i veterinari hanno dichiarato il ritiro immediato per motivi di sicurezza.
Alla partenza il purosangue Six Speed ha preso letteralmente il comando, seguito da So Happy e Danon Bourbon. Quattro cavalli, tra cui Golden Tempo e Albus erano invece molto indietro rispetto al resto del gruppo.
Anche Renegade ha gestito bene la corsa mentre Six Speed ha continuato a mantenere la prima posizione durante la competizione fino a quando Danon Bourbon è passato in testa.
Ocelli è rimasto invece coperto a centro gruppo per gran parte del percorso, risparmiando energie preziose e per un attimo ha anche preso il comando, prima che Renegade e Golden Tempo lo superassero.
Poi questi ultimi purosangue hanno iniziato a scontrarsi fino alla fine, per tutto il resto della gara. E Golden Tempo si è classificato primo vincendo di un collo.
Cherie DeVaux, la prima allenatrice a vincere il Kentucky Derby
La vittoria di Golden Tempo ha segnato un momento storico: Cherie DeVaux è diventata ufficialmente la prima donna allenatrice a vincere il Kentucky Derby in oltre 150 anni di storia della corsa.
È anche la seconda donna nella storia a conquistare una gara della Triple Crown americana. Il primato assoluto spetta a Jena Antonucci, che nel 2023 ha ottenuto il Belmont Stakes con il cavallo Arcangelo.
Gran parte del merito va anche al fantino Jose Ortiz, che ha seguito alla perfezione le istruzioni tattiche per gestire le energie del cavallo fino al sorpasso finale su Renegade.
Cappelli, rose e stravaganza: la tradizione di moda del Kentucky Derby 2026
Una curiosità.
La tradizione di indossare abiti formali e cappelli eleganti e particolari al Kentucky Derby non è un caso, ma una scelta strategica che risale alla fondazione della gara nel 1875.
Fu infatti il Colonnello Meriwether Lewis Clark Jr., nipote del celebre esploratore dell’omonima spedizione “Lewis and Clark”, a volere un codice di abbigliamento rigoroso. Il suo obiettivo era quello di tenere lontane dall’evento sportivo tutte quelle persone che potevano essere interessate solo al gioco d’azzardo e all’alcol.
Ancora oggi, nel 2026, questa tradizione persiste, pur senza obblighi, rendendo il Kentucky Derby non solo una sfida sportiva, ma una delle passerelle di moda più iconiche.
Anche i fiori sono importanti, in particolare le rose da quando nel 1896 il purosangue vincitore, Ben Brush, fu avvolto in una ghirlanda di rose rosa e bianche. Fu solo otto anni dopo, nel 1904, che la rosa rossa divenne il colore ufficiale, scelto per rappresentare meglio il vigore dei cavalli.
Nel 1925 nasce invece l’espressione “Run for the Roses” (Corsa per le Rose), che oggi definisce meglio i due minuti più famosi di questo sport.
Durante la manifestazione vengono utilizzate molto anche le piume, il tulle e altri tessuti preziosi.
Spesso la moda infatti incontra al Derby la stravaganza più assoluta, dando vita a creazioni definite “extra wild” o “skyscraper” (a grattacielo) per la loro altezza vertiginosa. Alcuni copricapi rendono omaggio anche alle Twin Spires di Churchill Downs.
Insomma la gara di moda si inserisce all’interno di quella ippica per attirare fotografi e telecamere.

Torna alle notizie in home