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Salute

Il caldo presenta il conto alla salute: a Villa Bertelli i consigli degli esperti

di Angelina De Santis -

Dr. Luca Panchetti


Il caldo che ci accompagna durante l’estate ha smesso da tempo di essere soltanto una questione di fastidio, sudore e notti trascorse cercando refrigerio. Temperature elevate per periodi prolungati, umidità, scarsa ventilazione e città che durante la notte restituiscono il calore assorbito durante il giorno possono avere conseguenze concrete sulla salute. Se ne è parlato a Forte dei Marmi, a Villa Bertelli, durante l’incontro “Cambiamenti climatici e rischi per la salute”, promosso dalla Fondazione Villa Bertelli insieme alla Casa di Cura San Rossore di Pisa e moderato da Rosi Fontana.

Davanti al pubblico si sono confrontati Giovanni Gravina, endocrinologo e direttore sanitario della Casa di Cura San Rossore, Luca Panchetti, cardiologo della stessa struttura, e Melania Rizzoli, medico, giornalista, scrittrice e divulgatrice scientifica conosciuta anche dal pubblico televisivo. Il punto di partenza è stato un dato ormai difficile da ignorare. Le estati diventano più calde e prolungate, mentre i passaggi tra una stagione e l’altra risultano spesso repentini e accompagnati da fenomeni meteorologici intensi. L’Europa, Italia compresa, è inoltre il continente che si sta riscaldando più rapidamente.

Il problema riguarda soprattutto la capacità del corpo di adattarsi. Quando alle alte temperature si aggiungono forte umidità e ventilazione scarsa, il sistema naturale con cui l’organismo disperde il calore lavora con maggiore difficoltà. Le cosiddette notti tropicali complicano ulteriormente la situazione, perché una temperatura che resta elevata anche dopo il tramonto riduce il recupero fisiologico. Nelle aree urbane cemento e asfalto accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano nelle ore successive, mantenendo l’ambiente caldo proprio quando il fisico avrebbe bisogno di una tregua.

Rischi e prevenzione: come i cambiamenti climatici mettono a dura prova la salute

Le conseguenze possono andare dalla disidratazione al colpo di calore e possono diventare particolarmente delicate per chi soffre di patologie cardiovascolari o respiratorie. Le temperature molto alte possono favorire scompensi cardiaci, peggiorare alcune difficoltà respiratorie e modificare la tollerabilità di determinate terapie. Anche alcuni disturbi neurologici e psichici possono risentire delle condizioni climatiche estreme.

Particolare attenzione va riservata agli anziani, soprattutto quando vivono soli, ai malati cronici, ai bambini piccoli e alle donne in gravidanza. Esposti maggiormente sono anche coloro che lavorano molte ore all’aperto, sotto il sole oppure in ambienti molto caldi. Persino l’eccesso opposto merita cautela, perché passare bruscamente da temperature esterne molto elevate ad ambienti raffreddati in maniera eccessiva sottopone l’organismo a uno sbalzo considerevole.

“I cambiamenti climatici incidono su tutti i nostri apparati e sulla qualità della vita, impattano sul benessere di tutti noi ed è fondamentale conoscere, affrontare e gestire questi fenomeni affinché non rappresentino un pericolo per la salute”, ha spiegato Giovanni Gravina.

Una parte importante dell’incontro è stata quindi dedicata alla prevenzione e alla capacità di riconoscere i segnali che il corpo manda quando fatica a sopportare il caldo. Idratazione adeguata, attenzione all’esposizione nelle ore più calde e particolare cautela in presenza di patologie o terapie farmacologiche diventano strumenti molto concreti. Quando compaiono sintomi importanti o insoliti, il riferimento resta il medico, soprattutto per le persone fragili.

Melania Rizzoli ha portato a Villa Bertelli l’esperienza maturata in anni di divulgazione attraverso libri, giornali e televisione. Il suo metodo parte dalla traduzione del linguaggio scientifico in parole comprensibili anche a chi possiede scarse conoscenze mediche. “Scrivo come parlerei con i pazienti, in maniera chiara”, ha ricordato. Una scelta particolarmente utile quando si affronta un argomento che rischia di restare confinato tra grafici sulle temperature e discussioni ambientali.

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